Settore agroalimentare e Coronavirus, le parole di Francesco Salvitti della Cooperativa "La Regina" di Sutri

“In un momento di crisi per l’economia, l’agricoltura ha il compito di non mollare”

351

Come si stanno muovendo gli agricoltori del viterbese in un momento così difficile della storia economica dell’Italia? L’emergenza Coronavirus ha infatti portato il Governo a decretare la chiusura della maggior parte degli esercizi commerciali, con gravi perdite economiche per i proprietari dei locali. Ma l’agricoltura, in questo scenario, non può e non deve fermarsi.

Abbiamo chiesto di più a Francesco Salvitti, che fa parte della Cooperativa “La Regina” di Sutri.

Come procede il vostro lavoro in questo momento?

“Fortunatamente chi è nel settore agricolo in questo periodo può continuare a lavorare ‘quasi’ come se non fosse successo nulla. Di certo la situazione non è delle migliori, ma gli agricoltori hanno il compito di non mollare, nonostante tutto. Noi e molte altre piccole realtà del territorio rappresentiamo la forza che contraddistingue il settore nazionale e internazionale”.

Dal punto di vista della rete di trasporto dei prodotti, crede che il settore agroalimentare sia stato penalizzato nelle ultime settimane dai blocchi stradali?

“Di certo a livello internazionale sì. Noi come Cooperativa siamo specializzati nel fagiolo e ci muoviamo a livello regionale, in un territorio abbastanza circoscritto. Per questo non ci sentiamo penalizzati. Ma chiaramente un problema esiste, dato che i trasportatori che si muovono nelle zone del nord Italia più colpite dal Coronavirus vogliono vedersi tutelati dal rischio di essere contagiati”.

Quali sono le prospettive future del settore agroalimentare? 

“Per quanto ci riguarda al momento ci stiamo preparando in vista della produzione stagionale. Il fagiolo si semina a maggio e la produzione, se tutto andrà bene, inizierà a luglio. Credo che il settore agricolo, almeno a livello regionale, non verrà penalizzato da questa emergenza, dato che le persone nell’acquisto dei prodotti ora fanno riferimento soprattutto alle produzioni locali. E questo è un bene”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui