Inaugurata la sala per le audizioni protette alla Questura di Viterbo

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Viterbo – È stata inaugurata stamattina, 29 marzo, alle ore 11, alla presenza del questore di Viterbo dott.Giancarlo Sant’Elia e del dirigente della squadra mobile dott. Alessandro Tundo, la sala per le audizioni protette di vittime di violenza.

La sala, che si trova nella sezione della squadra mobile ed è stata realizzata grazie alla Questura di Viterbo, con Unindustria, il club Harley-Davidson Viterbo Chapter Italy, la concessionaria Harley-Davidson e l’associazione Fidapa di Viterbo, è un luogo accogliente, sicuro ed estremamente importante, perché la violenza di genere è una vera e propria emergenza, anche nella Tuscia.

Alessandro Tundo, in relazione alla situazione, ha affermato:” Non mi aspettavo di trovare questi numeri anche a Viterbo. Le richieste di aiuto per abusi e maltrattamenti che ci arrivano da madri, ragazze e bambini sono continue”.

La sala ha colori tenui e rilassanti che favoriscono l’energia positiva e la calma, secondo uno studio cromoterapico e psicologico; i colori sono stati scelti dai ragazzi del liceo artistico Orioli.

A tal proposito il Questore ha detto:”Voglio ringraziare la preside dell’istituto Orioli, Simonetta Pachella e i suoi studenti che mi hanno commosso per l’impegno che hanno messo per realizzare questa opera”.

C’è l’immagine di un poliziotto che tiene per mano una bambina, in un gesto di protezione e di sicurezza, delle quali chi è stato sottoposto alla violenza ha bisogno e un nuovo orizzonte di comprensione e di coraggio verso cui andare, dopo aver vissuto episodi traumatizzanti.

Una mano sicura, forte, capace di condurre la donna in un percorso di protezione e rinascita.
Ci sono divanetti per favorire il dialogo e creare un’atmosfera sicura e rilassante.

È un progetto che testimonia ancora una volta l’attenzione costante della Questura di Viterbo e della Polizia di Stato al contrasto alla violenza di genere e rientra nella campagna di sensibilizzazione e di promozione della salute contro ogni genere di violenza “#Lottocontrolaviolenza” promossa dalla Asl di Viterbo, alla quale la Questura ha aderito e collabora fattivamente.

Alessandro Tundo ha affermato: “Le vittime sono devastate emotivamente, fisicamente e psicologicamente. Non è semplice parlare di episodi brutali, che si ripetono da anni”.

Ascoltare i racconti delle donne vittime di violenza, fra pianti, ricordi e silenzi, è dura anche per chi è abituato a combattere quotidianamente il crimine. La Questura potrebbe essere un luogo in cui sentirsi a disagio a raccontare esperienze dure e dolorose, avvenute magari in famiglia.
La creazione di un ambiente tranquillizzante, di un luogo accogliente di ascolto e di aiuto, con personale qualificato, permette di creare un’immediata empatia e può fare sicuramente  “aprire la vittima al racconto del suo calvario”, come ha affermato Tundo.

Del resto oggi più che mai si avverte la necessità di contrastare tale fenomeno, spesso fondato su stereotipi e pregiudizi ed è estremamente necessario realizzare azioni di sensibilizzazione, di tutela, anche attraverso attività educative, formative e culturali, unitamente a politiche di prevenzione e riduzione del numero di abusi ai quali sono ancora sottoposte migliaia di donne.
Agire in rete per tutelare le vittime e promuovere l’ascolto è fondamentale.

Accanto alla Questura e agli agenti della squadra mobile sono tante le realtà che contribuiscono alla lotta alla violenza di genere a Viterbo, dal Comando Provinciale dei Carabinieri ai centri di accoglienza, come il centro Penelope, alle scuole, la Procura, con il pool diretto dalla pm Paola Conti e la Asl, parte integrante della squadra, sopratutto per l’ascolto dei minori.

Il questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia e il dirigente della squadra mobile Alessandro Tundo
Il questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia e il dirigente della squadra mobile Alessandro Tundo

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