Inaugurato a Viterbo il primo monumento ai sanitari vittime di Covid

L'unica stele in Italia che commemora medici e infermieri scomparsi per la pandemia

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“Ai medici e loro collaboratori che hanno dato la vita e a quelli che con dedizione hanno arginato la pandemia del Covid-19”.

E’ la frase incisa nel grande libro di marmo, opera di Giovanni Funari, che rappresenta il monumento voluto dall’Ordine dei medici, con il contributo dell’amministrazione comunale, per commemorare medici e operatori sanitari scomparse a causa della pandemia.

“360 le vittime tra i medici, la categoria professionale più colpita. Nessuna a Viterbo” ricorda il presidente dell’Ordine Antonio Lanzetti.

Inaugurando il monumento, situato all’ingresso del parcheggio del Sacrario, evidenzia come sia “l’unico in Italia dedicato a chi ha dato la vita per gli altri. Al di là della retorica degli eroi, che non ci appartiene, siamo e saremo sempre presenti e dediti al lavoro per soccorrere gli altri”.

Il direttore generale Asl Daniela Donetti esprimendo “grande emozione” ricorda i tanti momenti duri di questo anno e mezzo soprattutto “quelli vissuti dagli operatori sanitari”.

Un periodo da non dimenticare “perché ci aiuterà a superare altri momenti difficili”.

“Una battaglia che stiamo vincendo grazie alla coesione tra le istituzioni e le categorie professionali del mondo della sanità, ottenendo questi buoni risultati a Viterbo”.

“La sanità va tutelata – conclude la Donetti – perché è pilastro della società civile”.

Il sindaco Arena parla di una stele dedicata “da parte di tutti i cittadini di Viterbo a coloro che hanno dato tutto per gli altri. Sono nei nostri cuori”.

E a proposito del grande hub da realizzare specifica: “Una struttura con 12 postazioni per arrivare a luglio-agosto ad avere il 70% della popolazione vaccinata”.

Presente all’inaugurazione il gotha delle amministrazioni regionali , tra cui l’assessora Alessandra Troncarelli e il consigliere Enrico Panunzi, e locali con gli assessori Laura Allegrini, Antonella Sberna e Marco De Carolis, oltre ai vertici delle forze dell’ordine tra cui il Questore Giancarlo Sant’Elia.

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