Il commissario provinciale di Forza Italia sulla polemica che ha spaccato la maggioranza: "Manifestazione autorizzata, in un momento di forte incertezza è stato dato un segnale di speranza"

Inaugurazione Globo, Di Sorte: “Vicenda annacquata da una politica di basso profilo”

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Di Sorte, Arena

L’inaugurazione del nuovo centro commerciale nei pressi del cimitero San Lazzaro di Viterbo, tenutasi il 18 marzo, ha di fatto aperto una spaccatura tra le forze di maggioranza di Palazzo dei Priori.

I gruppi di Lega e Fratelli d’Italia hanno convintamente ribadito la loro “non partecipazione” all’evento, che ha invece visto impegnati – tra gli altri – il sindaco Giovanni Arena, il senatore Francesco Battistoni , il Prefetto Giovanni Bruno e l’assessore allo Sviluppo Economico di Viterbo Alessia Mancini. A sollevare il “malcontento” dei due partiti – oltre che di numerosi cittadini – è stata la decisione di inaugurare il centro commerciale durante la zona rossa – quando molti altri negozi sono costretti a non aprire – e anche in concomitanza con la prima Giornata nazionale del ricordo delle vittime del Covid.

Le spiegazioni del primo cittadino non si sono fatte attendere. Arena ha infatti dichiarato che “Come sindaco non ho mai fatto mancare il mio sostegno a nessuna iniziativa imprenditoriale ed è questo il motivo che mi ha visto anche ieri (giovedì, ndr) presente, ma soprattutto sono sempre stato in prima linea nel combattere il virus e aiutare famiglie ed imprese in difficoltà, sempre al mio posto e senza mai tirarmi indietro”.

A sostenere la posizione di Arena e degli altri esponenti politici nei giorni scorsi è stato anche Andrea Di Sorte, commissario provinciale di Forza Italia.

Andrea Di Sorte, commissario provinciale di Forza Italia, immagino abbia seguito le vicende dell’inaugurazione di Globo. Lei c’era?

“No”.

No perché non l’hanno inviata, o perché ha preferito non andare?

“No perché non ero invitato”.

Lo fosse stato, sarebbe andato?

“Trattandosi di manifestazione autorizzata, sì certo”.

Ah sì?

“Scusi, ma quando i leader politici organizzano conferenze stampa in presenza, oppure rilasciano dichiarazioni tra capannelli di giornalisti, qualcuno si indigna? Guardi che in questi giorni a Roma questo accade di continuo con esponenti di ogni partito”.

Cosa c’entra?

“Che la politica continua a lavorare, giustamente continua la propria attività. Tra quale c’è anche la rappresentanza istituzionale, alla quale un sindaco è chiamato a rispondere”.

Quindi è stato giusto secondo lei inaugurare l’ipermercato?

“È stata una manifestazione autorizzata, il negozio non è stato aperto alle vendite e in un momento di forte incertezza è stato dato un segnale di speranza. Il sindaco è venuto a portare un saluto ad una nuova realtà commerciale che nasce. Bisognerebbe solo che essere felici e speranzosi per questa nuova realtà di lavoro per le famiglie del territorio. Detto questo il resto mi sembra un falso problema, sospinto da chi vuole fare leva sulla situazione di drammaticità economica per fare politica”.

Ma il taglio del nastro?

“Andava valutata l’opportunità, ma la vicenda è stata veramente annacquata da una politica di basso profilo che ha puntato il dito contro un’azienda che ha investito molto a Viterbo ed ha creato occupazione. Qualche personaggio, forse, dovrebbe superare il provincialismo in cui è rimasto impigliato”.

Ha letto il commento dei vostri alleati?

“Buzzi di Fratelli d’Italia ha scritto un post su Facebook giudicando inopportuno quanto accaduto. La corsa ad acchiappare like su Facebook è diventato uno dei problemi della politica. Sembra sempre che si debba dire qualcosa per forza, è la corsa ai ‘mi piace’. In tutta onestà, anche alcuni esponenti di Forza Italia avrebbero potuto fare dei post sui social su alcune scelte inopportune fatte da altri. Ma siamo stati responsabili e non abbiamo innescato le polemiche, discutendo internamente delle soluzioni migliori. Essere una squadra significa anche questo”.

Di cosa parla?

“Beh, ad esempio dei 400 mila euro che qualcuno aveva preventivato per il Natale a Viterbo sotto pandemia; secondo lei sarebbero stati opportuni? La gara ai like, mi creda, l’avremmo vinta, con grande distacco”.

Anche la Lega si è affrettata a smarcarsi dal sindaco…

“La Lega ha avuto dei momenti di criticità, come la gestione del verde pubblico lo scorso anno, ma mi pare che il sindaco non si sia smarcato, al contrario ci ha sempre messo la faccia. È una questione anche di stile, non c’entra solo la politica”.

Cosa pensa della zona rossa?

“Penso che andava fatta prima, a gennaio e febbraio. Con ogni probabilità avremmo avuto una Pasqua di apertura e lavoro, e oggi non staremmo in questa situazione”.

Dunque è favorevole.

“L’indice RT per la provincia di Viterbo era di 1,43 con range 1,22 – 1,68. Io preferisco stare chiuso adesso rispetto che a maggio, quando si dovrà ripartire ed inizieranno i flussi turistici della primavera. Lasciare la nostra provincia zona gialla avrebbe significato subire un’invasione dai territori intorno. L’obiettivo del nostro tessuto commerciale deve essere quello di ripartire in sicurezza senza più chiudere e non le aperture a singhiozzo. Piuttosto mi pare che questo governo abbia dato risposte importanti per le chiusure.

Quali?

“32 miliardi di scostamento, ristori immediati ed a tutti, a prescindere dai codici Ateco. Draghi ha promesso celerità nell’erogazione delle risorse, io mi fido. Nel Dl Sostegni è stata aumentata anche la dotazione per la campagna vaccinale, che sarà fondamentale per uscire dalla crisi. Chi fa politica dovrebbe parlare di questo…”.

 

 

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