Inciucione in Provincia a Viterbo. Forza Italia e FdI con i dem. Ma che bella schifezza!

Forza Italia e Fratelli d'Italia porgono la manina al presidente dem Pietro Nocchi, fedelissimo dello zingarettiano Enrico Panunzi, e si accomodano in poltrona procedendo all'allargamento di fatto della maggioranza di centro-sinistra

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A destra Pietro Nocchi, attuale Presidente della provincia di Viterbo, a sinistra il Senatore della Lega Umberto Fusco
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Chiamatelo come vi pare. Inciucio, ribaltone, alleanza trasversale. Io, se permettete, vado ancora meno per il sottile… E lo definisco, senza scomodare termini più consoni al politichese, una bella e sonora SCHIFEZZA! Roba da tarda Prima Repubblica. Ciarpame in controtendenza e ripiegato su un passato che non ritorna. Sfida perdente e miope alla Lega, che ha stravinto le ultime elezioni – europee e comunali – e ha tutto il diritto di infuriarsi all’idea di essere tenuta fuori dal nuovo governo della Provincia di Viterbo, territorio in cui è forza dominante grazie all’ effetto-Salvini e alla sapiente regia del leader maximo viterbese, il senatore Umberto Fusco, che negli ultimi tempi non ne ha sbagliata una e che, in quel di Roma, può vantare un credito sempre maggiore.

Dunque, il “misfatto” di Palazzo Gentili è bello e pronto. In settimana. In occasione del bilancio. Redistribuzione delle deleghe, che erano state azzerate in aprile, e “voilà” ecco la magia – o RIMPASTROCCHIO – che pari pari ritrasmetterebbe il disinvolto film proiettato in occasione del rinnovo del Cda di Talete. Forza Italia e Fratelli d’Italia porgono la manina al presidente dem Pietro Nocchi, fedelissimo dello zingarettiano Enrico Panunzi, e si accomodano in poltrona procedendo all’allargamento di fatto della maggioranza di centro-sinistra. Vicepresidente diventerebbe l’azzurro Alessandro Romoli, sindaco di Bassano in Teverina, sponsorizzato dal sen. Francesco Battistoni.

Copione già scritto, solo da recitare tra qualche giorno. Copione concepito nelle stanze del potere. Lontano dai cittadini. Alla faccia di una realtà che parla un linguaggio opposto. Non meravigliamoci, poi, se Umberto Fusco maturasse, dopo averla solo accarezzata, la decisione di dare la spallata finale alla già moribonda giunta viterbese di Palazzo dei Priori. Come dargli torto, nel caso in cui rompesse gli ormeggi?!

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