Palazzo dei Priori: esposto dell'opposizione, la Procura apre un fascicolo per falso in atto pubblico

Indagato l’assessore Barbieri. Avrebbe gonfiato il valore di un immobile, correggendo un emendamento al Dup

La Procura ha aperto un fascicolo nei confronti del titolare del Patrimonio in seguito ad un esposto presentato da cinque consiglieri di opposizione di Viterbo 2020 e di Forza Civica

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Paolo Barbieri
L'assessore ai tributi Paolo Barberi
“Ho dimostrato che è tutto perfettamente in regola”. Con queste poche parole l’assessore comunale di Viterbo Paolo Barbieri, membro di Fondazione (la civica guidata da Gianmaria Santucci), commenta l’indagine a suo carico per presunto falso in atto pubblico. Secondo la Procura, l’assessore avrebbe falsificato un importo relativo a un immobile comunale, esattamente l’ex chiesa della Pace in piazza Luigi Concetti. Per la precisione, sempre secondo l’accusa, Barbieri avrebbe aggiunto un numero manomettendo così un emendamento al Dup (Documento unico di programmazione) in cui si riportava il valore dell’immobile: a “19.256,58” euro sarebbe stato aggiunto il 3 davanti all’1, e l’importo sarebbe così diventato “319mila 256,58” euro.

La Procura ha aperto un fascicolo nei confronti del titolare del Patrimonio in seguito ad un esposto presentato da cinque consiglieri di opposizione di Viterbo 2020 e di Forza Civica: Chiara Frontini, Letizia Chiatti, Patrizia Notaristefano, Alfonso Antoniozzi, Giacomo Barelli. Eccolo: “I sottoscritti consiglieri comunali, nelle funzioni di mandato, rappresentano alle autorità competenti quanto accaduto nella seduta di Consiglio comunale dell’11 aprile 2019. Nella discussione degli emendamenti presentati dai membri del Consiglio al Dup è emersa un’ipotetica manomissione di un atto amministrativo ufficiale, segnatamente l’emendamento al Dup catalogato con il numero 7206 a firma dei capigruppo Paolo Bianchini (Fdi), Giulio Marini (Fi), Gianmaria Santucci (Fondazione) e Ludovica Salcini (Lega)”, scrivono i rappresentanti dell’ opposizione nell’esposto.

“Nello specifico, durante il Consiglio, i consiglieri firmatari hanno dichiarato, a verbale della seduta, di aver sottoscritto un emendamento riportante una richiesta di modifica al Piano alienazioni (…). Tuttavia, tale tabella riportava una correzione a penna che apponeva un “3” di fronte al valore, portandolo a 319.256,58 €. Parimenti, veniva corretto di conseguenza, sempre a penna, il totale della variazione proposta al documento. Questo ha innescato un dibattito nell’ambito del quale uno dei consiglieri firmatari (segnatamente il consigliere Bianchini) ha dichiarato che tale correzione sarebbe stata apposta successivamente alla sottoscrizione della sua firma. Si ritiene perciò necessario informare le autorità competenti al fine di valutare la sussistenza di eventuali reati a carico di chi risulterà l’autore materiale di tale correzione asseritamente apposta successivamente al deposito e al protocollo dell’atto”. E la Procura ha optato per l’avvio di un’indagine.

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