Indagine di Federlazio su piccole e medie imprese, Crea: “Non c’è crescita decisa”

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Stallo nelle vendite, ma tutto sommato l’industria regge. L’indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese industriali di Federlazio Viterbo, ha preso in esame il periodo gennaio-giugno 2019.

Luci e ombre prospettate dalle imprese intervistate dall’associazione del presidente Giovanni Calisti e del direttore Giuseppe Crea. “I segnali di ripresa degli ultimi due anni non disegnano un percorso di crescita deciso”. Le vendite fuori dall’Italia crescono e quelle sul mercato interno tengono, ma si segnala una contrazione di produzione e investimenti. Sul fronte occupazionale si segnala il ritorno della cassa integrazione: “Soprattutto si parla di cassa integrazione straordinaria, che ha a che fare soprattutto con le tre o quattro grandi vertenze ancora aperte nel comparto commerciale”, precisa Crea.

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Da sx, assessore comunale Marco De Carolis, presidente Federlazio Gianni Calisti, direttore Giuseppe Crea

D’altronde, l’industria laziale e provinciale è caratterizzata dalla scarsa propensione delle piccole imprese territoriali a investire per migliorare il tasso di internazionalizzazione. E poi ci sono alcuni fattori esogeni negativi, quali la Brexit, il ritorno dei dazi nel commercio mondiale, l’incertezza della politica italiana e la Germania in crisi. “Così – dice ancora Calisti – le imprese rimandano gli investimenti”.

C’è, poi, la ridotta richiesta di credito delle imprese provinciali: “Fenomeno che potrebbe essere considerato un fatto negativo, una rinuncia a investire, ma non è certo che sia così”, commentano i vertici di Federlazio.

Alla presentazione dell’indagine, nella sede di Federlazio in via Sacchi, c’era anche l’assessore Marco De Carolis: “La cultura è un mezzo per attrarre turisti. Sfruttando al meglio gli appuntamenti culturali potremo valorizzare il centro storico”.

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