Indagine sui portuali, la difesa contrattacca

L’avvocato Messina, dopo la chiusura dell’indagine da parte del m Alessandro Gentile, sta effettuando delle indagini difensive.

266
civitavecchia

“Non c’è stata alcuna interruzione di pubblico servizio e nessuna irruzione”. L’affermazione è dell’avvocato Pietro Messina, legale difensore dei lavoratori portuali iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica per i fatti avvenuti durante il consiglio comunale del 27 luglio scorso, quando fecero ingresso in aula e, poco dopo, scoppiò un autentico parapiglia tra spintoni, insulti e minacce ad indirizzo soprattutto del sindaco Antonio Cozzolino e dell’addetto stampa Riccardo Valentini.

L’avvocato Messina, dopo la chiusura dell’indagine da parte del m Alessandro Gentile, sta effettuando delle indagini difensive, attraverso video e fotografie scattate durante quella mattina e che quasi certamente andranno a far parte di una memoria difensiva che presenterà a breve al pm. “Nei video, in particolare – sostiene il legale – si vede l’ingresso in assoluto silenzio dei camalli, che si sono posizionati lungo le pareti dell’aula Calamatta, senza proferire parola”. Quindi, secondo la difesa non ci sarebbe stata alcuna irruzione, come invece messo nero su bianco dalla segretaria generale Caterina Cordella nella relazione inviata al Prefetto.

Inoltre Messina, contesta anche il reato di interruzione di pubblico servizio ipotizzato dal sostituto procuratore Alessandro Gentile, titolare dell’indagine. “Una volta che i rappresentanti della Compagnia portuale sono entrati in aula – aggiunge – hanno atteso che venisse chiesta la sospensione del consiglio comunale, votata dai consiglieri, e solo dopo hanno preso la parola. Dunque, non vedo dove sia l’interruzione”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui