Inghilterra, dal 2021 politica dura sull’immigrazione

In Inghilterra si apre una nuova era

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Siamo in attesa di ascoltare tutti coloro che daranno dei “fascisti” agli inglesi per un corretto/naturale sviluppo della politica sull’immigrazione, avvenuto sull’evidente scia Australiana. Come accaduto in passato per molti italiani, infatti, non si potrà più andare “a vuoto” nella Gran Bretagna sperando di partire da zero e crearsi un futuro. Si stabilirà solo chi ha un pretesto professionale valido.

La Brexit e l’intesa con l’UE si porta dietro importanti novità a tal riguardo: chi vorrà lavorare nel Paese del Nord dovrà infatti avere con sé un visto, ottenibile solo con un’offerta di lavoro già attiva, la quale, a sua volta deve essere in un certo modo e rispettare alcuni, stringenti parametri.

Sarà ovviamente, come per tutti i trasferimenti inter-continentali, obbligatorio avere il passaporto anche per le “gite” turistiche. Addirittura si è stabilito un massimo di mensilità trascorribili in loco: tre.

La politica sull’immigrazione diverrà stringente perfino in termini di studio: l’erasmus, che sarebbe dovuto rimanere invariato, pare che subirà invece notevoli modifiche normative e forti restrizioni.

 

 

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