Inizia una nuova fase per l’Interporto di Civitavecchia

La struttura oggi di proprietà della società italo belga Cfft si candida a diventare punto di riferimento per le principali compagnie di crociera

1515

L’Interporto di Civitavecchia, archiviata la fase buia, ora con il nuovo proprietario, il Cfft (Civitavecchia Fruit Forrest Terminal) si candida a diventare centro di stoccaggio per le principali compagnie di crociera.
Ed è in questo senso che vanno visti sia l’incontro del manager delle società italo belga Steven Clerckx con la Clia, l’associazione che raggruppa i principali armatori al mondo, che la partecipazione, la scorsa settimana al Sea Trade di Amburgo la principale fiera europea del settore croceristico.

“Abbiamo investito molto sull’Interporto sia dal punto di vista economico che da quello del tempo e delle risorse. La struttura era fatiscente – ha spiega Clerckx nel corso di una conferenza alla quale era presente anche il vice presidente della società Sergio Serpente – e sono stati necessari lavori e una serie di permessi e certificati per i quali ringrazio sia l’Autorità portuale che il Comune che hanno capito l’importanza di questa operazione per tutto il territorio. Nelle ultime settimane abbiamo acquistato una nuova cella refrigerante da circa un milione di euro per poter immagazzinare anche nei capannoni, oltre che nelle nostre celle refeer a ciglio banchina, merce deperibile. Altri 400 mila euro sono serviti per acquistare mezzi meccanici, pedane e contenitori. A guidare l’Interporto c’è mio figlio Alex a dimostrazione di quanto la nostra famiglia, che si occupa di logistica in Belgio da intere generazioni, confidi nelle potenzialità della piattaforma e del porto di Civitavecchia. Ora siano pronti ad accogliere i clienti”.

Clienti e merci, che il Cfft cercherà di attrarre seguendo tre direttive. “Da un lato l’obiettivo è potenziare l’arrivo di frutta – spiegano Clerckx e Serpente – non solo banane. Lavorare per attirare le merci generali, quelle non deperibili. Infine cercare di riportare le crociere, facendo diventare l’Interporto la base logistica per tutti gli armatori come accadeva fino al 2013. Questo significherebbe stoccare nei capannoni ex Icpl, ogni tipo di merce necessaria al fabbisogno dei grattacieli galleggianti, dagli arredi, al cibo, alle bevande fino a saponi e carta igienica. Solo per gestire l’interporto dovremmo assumere 25 persone, senza contare l’indotto, ed il lavoro che ci sarebbe per agenzie marittime, per la Cpc che scarica e carica le merci sotto bordo”. Intanto è in dirittura d’arrivo anche lo statuto con L’Agenzia delle Dogane per rendere operativo uno sportello dedicato all’Interporto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui