Iniziata la raccolta firme per la riapertura della camera iperbarica

L’iniziativa, partita da largo Monsignor D’Ardia, proseguirà anche in altre zone centrali e sempre di sabato mattina dalle 10,30 alle 13.

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Sabato scorso è iniziata la formale raccolta di firme da parte della Lega per la riapertura della camera iperbarica. L’iniziativa segue la presentazione del gruppo leghista di un ordine del giorno che dovrà essere discusso in uno dei prossimi Consigli comunali. L’iniziativa, partita da largo Monsignor D’Ardia, proseguirà anche in altre zone centrali e sempre di sabato mattina dalle 10,30 alle 13.

“Già dal primo appuntamento i cittadini che hanno firmato la petizione sono stati piuttosto numerosi – commenta il presidente dell’associazione Francesco Forno, che da sempre si batte per la riapertura della camera iperbarica -. Si tratta ora, a nostro parere, di sollecitare il coinvolgimento anche delle altre forze presenti in Consiglio ma, soprattutto, dei medici di base della nostra città. Come è noto le terapie della ossigenoterapia sono oltre 15 e, in questi casi, dal 2005 (anno di chiusura della camera iperbarica gestita dall’Associazione Forno) i pazienti che hanno avuto necessità di essere curati anche dalla camera iperbarica sono stati inviati a Roma o a Grosseto. Occorre ricordare che, fino al 2005 erano in funzione nel Lazio oltre quella da noi creata e gestita, altre quattro camere iperbariche (Latina, Roma (entrambe private, Policlinico Umberto I e Policlinico Gemelli). Da quest’anno, l’unica struttura funzionante è quella dell’Umberto I.

Ricorso infine, – conclude Forno – che è necessario il coinvolgimento immediato della Autorità di Sistema Portuale, proprietaria della struttura, che alcuni mesi fa aveva deciso di farla smontare e portar via dall’area demaniale con la scusa che la stessa non può restare nel porto”.

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