Iniziata nella Tuscia la raccolta di nocciole: buona la qualità della produzione

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Buona qualità per la produzione di nocciole nella Tuscia.
A dichiararlo, in un’intervista a Italiafruit News, è Benedetto Valentini, responsabile tecnico dell’Op Assofrutti, la principale Organizzazione di produttori di nocciole del Viterbese.
“Dopo la fioritura eccezionale dei noccioleti, che lasciava pronosticare un’annata di produzione abbondante, la provincia di Viterbo ha dovuto fare i conti con numerose gelate verificatesi tra fine marzo ed inizio aprile.
Le ottime stime iniziali sulla portata del raccolto, elaborate ad inizio primavera, sono state quindi riviste al ribasso, ma la qualità dell’annata è soddisfacente grazie alla pioggia dei primi 20 giorni di giugno che ha stimolato il riempimento delle nocciole.
L’annata 2020, in generale, è caratterizzata da una produzione nella media, anche se notiamo una situazione fortemente variabile da zona a zona.
In linea di massima, comunque, la qualità e la pezzatura non mancano. Sono inoltre irrisori a danni causati dalla cimice asiatica che, per fortuna, non rappresenta ancora un grave problema.”
Un’ottima notizia per i produttori, visto che la Tuscia, con ventimila ettari di noccioleti in produzione ed altri cinquemila che entreranno a regime nei prossimi anni, rappresenta uno dei bacini corilicoli più importanti a livello nazionale.
“Quest’anno le operazioni di raccolta – aggiunge Valentini – sono iniziate da una settimana, precisamente lunedì 24 agosto, registrando un anticipo di sette giorni rispetto al solito. Si proseguirà, ora, almeno fino al 20 settembre”.
A breve, inoltre, come già annunciato  nelle scorse settimane, l’Op Assofrutti realizzerà un nuovo stabilimento di ben novemila metri quadrati.
“Una nuova casa per l’eccellenza italiana sta per sorgere – annuncia l’azienda in una nota – Una realizzazione che lega un’azienda leader dei prefabbricati alla produzione di sua maestà la nocciola. Frutta a guscio che, nelle forme più disparate, è da sempre protagonista della tradizione e dell’economia italiane”. 

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