Iniziativa Nursing Up, Confael e Cisas: arriva la nota della Asl di Viterbo

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Le organizzazioni sindacali Nursing Up, Confael e Cisas questa mattina hanno organizzato un sit in presso la Cittadella della salute la cui affluenza, stando a quanto riportato dagli organizzatori, è stata volutamente limitata per rispettare le norme di distanziamento anti COVID.

In effetti, l’Azienda conferma la partecipazione di una decina di persone alla “mobilitazione”.

Per quanto riguarda le motivazioni che hanno portato allo svolgimento dell’iniziativa, la Asl, a più riprese, anche recentemente, ha replicato, con note formali e puntuali, alle organizzazioni sindacali, sempre con spirito costruttivo. Non avendo motivo di ipotizzare che le reali intenzioni dell’azione sindacale non fossero la tutela e la salvaguardia della salute dei cittadini e degli operatori sanitari.

Tali missive, per quanto di loro competenza, sono state inviate anche a tutti gli organi istituzionali, gli stessi attivati dai promotori della manifestazione odierna, a tutela dell’immagine, dell’integrità e della competenza dei professionisti presenti in Azienda.

È doveroso sottolineare che, in questi mesi difficili, complessi e che hanno visto la Asl, in tutte le sue articolazioni, impegnata in uno sforzo, mai visto in precedenza, per contenere la diffusione del virus, nella nostra provincia è stato avviato un confronto franco, corretto, leale, anche duro, con tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale di categoria.

Insieme a loro sono stati condivisi i percorsi di presa in carico, i protocolli anti COVID e affrontate tutte le criticità evidenziate, attraverso una discussione volta a trovare soluzioni migliorative, a tutela dei cittadini e dei lavoratori. Ciascuno per la propria parte di competenza.

La complessità del momento richiedeva, e richiede tuttora, maturità, nella fermezza e nell’autonomia delle posizioni. E ciò è avvenuto, pressoché quotidianamente.

Confael e Nursing up hanno scelto un percorso diverso, anche attraverso una campagna di stampa aggressiva, spesso offensiva, a cui l’Azienda non ha mai replicato pubblicamente. Per le motivazioni di cui sopra. Pur non rinunciando alla possibilità di creare, comunque, le condizioni affinché si potesse intavolare un dibattito sulle questioni sollevate. Un dibattito scevro da finalità diverse da quelle dichiarate.

Tale confronto, richiesto anche nella giornata di oggi dal delegato sindacale aziendale, è stato rifiutato, così come è stato comunicato di non aver ricevuto o di non aver ancora visionato tutte le note che Asl nel frattempo aveva inviato ai promotori dell’iniziativa.

Su questo atteggiamento e sugli obiettivi che tali sigle intendono perseguire, l’Azienda lascia al lettore la possibilità di formarsi un proprio punto di vista.

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