L'intervista al Segretario Generale della Camera di Commercio di Viterbo Francesco Monzillo

Innovazione digitale, Tuscia fanalino di coda. Monzillo: “Solo il 60% delle imprese ha un sito Internet”

Il futuro è alle porte, ma l'Italia e la Tuscia in particolare sono ancora troppo indietro rispetto al resto d'Europa

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Francesco Monzillo, Segretario Generale della Camera di Commercio

Innovazione digitale, Industria 4.0, 5G e Cybersecurity. Il futuro è alle porte, ma l’Italia e la Tuscia in particolare sono ancora troppo indietro rispetto al resto d’Europa. Il tempo per adeguarsi stringe, se non si vuole perdere l’opportunità di accaparrarsi un’importante fetta del nuovo mercato.

Per spronare le aziende locali a puntare sull’innovazione, ci siamo rivolti al Segretario Generale della Camera di Commercio, Francesco Monzillo.

Facciamo un attimo il punto: le imprese della Tuscia a che punto sono nella corsa all’innovazione digitale? Quante sono le aziende che possiamo definire “adeguatamente digitalizzate”?
Le imprese della Tuscia, come quelle in Italia in genere, sono piuttosto indietro rispetto a queste tematiche. L’indice DESI, che misura il livello di digitalizzazione tra i Paesi dell’Unione Europea, colloca l’Italia al 24° posto su 28 posizioni. Viterbo non fa eccezione, infatti dall’indagine svolta in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia si evidenzia che in molti dei parametri analizzati ci sono ancora delle lacune che devono essere coperte. Per esempio la percentuale di imprese che non ha un sito Internet è vicina al 60%, anche se con importanti differenze tra settori. Più alta è la percentuale di imprese che utilizza social network, oltre la metà, ma molto spesso lo fa in maniera non molto professionale e non in abbinamento con il sito Internet, infatti solo il 32% delle imprese utilizza entrambi gli strumenti per un corretto approccio gestionale. Anche per la cura del cliente non ci si affida alle nuove tecnologie, appena il 18% delle imprese intervistate dichiara di utilizzare software di gestione di relazione con i clienti.

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La sede della Camera di Commercio di Viterbo

Oggi non si fa altro che parlare di 5G e Industria 4.0. La Tuscia è pronta per questa innovazione tecnologica? Le infrastrutture presenti sono adeguate per accoglierla?
Per quanto riguarda il 5G sicuramente siamo pronti in quanto non si necessita di particolari infrastrutture semmai, e qui ci ricolleghiamo con industria 4.0, l’utilizzo potrebbe essere limitato dal fatto che alcune delle applicazioni per le quali il 5G è stato creato non troverà nel nostro territorio una grande diffusione, e mi riferisco agli ambiti tecnologici più spinti, quali l’internet delle cose (IoT) o l’intelligenza artificiale.

I punti di forza dell’area viterbese restano ovviamente agricoltura e turismo. Come possono le imprese locali proiettate in questi due settori sfruttare al meglio l’innovazione digitale?
Sicuramente la digitalizzazione è un nuovo paradigma imprenditoriale, non semplicemente l’utilizzo delle nuove tecnologie, quindi indipendentemente dai settori le imprese devono farsi le domande giuste, a partire da un progetto complessivo che prevede necessariamente un’innovazione sostanziale delle strategie aziendali, della creazione del prodotto, dell’organizzazione interna e del marketing. In ognuno degli ambiti citati è necessario introdurre una trasformazione che affidi al digitale la parte operativa, supportata però da una nuova visione del mercato e delle azioni da introdurre all’interno dell’azienda. Rappresenta quindi un’attività fondamentale per le imprese, ma deve essere un’attività guidata, deve avere una visione chiara e obiettivi specifici, fare i conti nel contempo con le risorse quantitative e qualitative che si hanno o si possono mettere in campo per raggiungere gli obiettivi prefissati. Parlando più di strumenti sicuramente ci sono alcuni più di altri che possono essere utilizzati, a partire dall’utilizzo del digital marketing, trasversale a tutti i settori che hanno bisogno di vendere i loro prodotti e servizi. Ma anche la realtà aumentata per le imprese turistiche o l’IoT e le applicazioni di integrazioni orizzontale possono essere quanto mai utili per le imprese dell’agricoltura. Un occhio senz’altro attento va dato alla cybersicurezza (a riguardo, è possibile rileggere la nostra intervista all’esperto Gianluca Boccacci, ndr), un tema ancora sottovalutato dalle imprese ma che va monitorato ed implementato in azienda, soprattutto per quelle che stanno facendo passi avanti nella comunicazione e nella vendita sul web.

La Camera di Commercio si occupa da sempre di spronare le PMI a crescere e innovarsi: quali sono i servizi messi a disposizione che più di tutti possono aiutare a migliorare la digitalizzazione dell’impresa?
Iniziamo col dire che c’è molta consapevolezza, oltre il 63% degli intervistati è totalmente d’accordo sul fatto che il digitale sia fondamentale per la gestione dell’impresa a cui va aggiunto un ulteriore 22% parzialmente d’accordo. Solo il 5% delle imprese non crede assolutamente ai vantaggi derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie. Infine le imprese riconoscono di aver bisogno d’aiuto, infatti più della metà delle stesse ritiene assolutamente utile fruire di azioni di supporto per attuare una prima trasformazione digitale. La Camera di Commercio, o meglio tutto il sistema camerale si sta facendo parte attiva per migliorare tale stato di cose. Da fine 2017 abbiamo attivato il PID, Punto Impresa Digitale che fa diverse cose, partendo dall’organizzazione di momenti formativi e informativi su tematiche di diretto interesse delle imprese, a momenti consulenziali e di orientamento di base e orientamento attraverso dei sistemi di valutazione. Infine, che non fa mai male, abbiamo una linea di finanziamento che ci ha permesso di concedere voucher a oltre 60 imprese in due anni, per quasi 250mila euro proprio per mettere in piedi sistemi di digitalizzazione in ambito impresa 4.0. 

La Regione Lazio come sta contribuendo nell’innovazione tecnologica delle imprese locali? La sua presenza è “sentita” dalle aziende della Tuscia?
La Regione Lazio in questo periodo mi sembra particolarmente vicina alle imprese su questa tematica, in particolare con le sue articolazioni territoriali, e mi riferisco allo Spazio Attivo di Lazio Innova che con il suo incubatore, il Fablab e le varie iniziative organizzate nel corso dell’anno sta contribuendo a creare consapevolezza e stimolo sul territorio. Negli ultimi mesi anche la Regione Lazio ha dato dei voucher per la digitalizzazione che possono sicuramente aiutare le imprese a fare passi importanti sul fronte della trasformazione digitale. Infine sta finanziando, con il contributo dei fondi dell’Unione Europea, la messa in opera delle infrastrutture digitali, in primis la banda ultra larga anche nelle zone a fallimento di mercato da parte degli operatori telefonici in modo da arrivare entro il 2020 connessioni a 100 Mbps per l’85% delle famiglie italiane e per tutti gli edifici pubblici (in particolare scuole e ospedali) e di almeno 30 Mbps per tutti entro il 2020.

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La sede di Santa Maria in Gradi dell’Unitus di Viterbo

Investire nell’adeguata istruzione dei giovani è sicuramente uno dei punti-chiave per incentivare l’imprenditoria del futuro. Quali sono i rapporti tra la Camera di Commercio e le scuole/università del Viterbese?
I rapporti sono eccellenti, sia con le attività di Alternanza Scuola-Lavoro, sia con quelle più proprie della digitalizzazione stiamo facendo numerose attività con le scuole. Solo nella Tuscia Digital Week abbiamo ospitato oltre 500 ragazzi delle varie scuole superiori della provincia per farli partecipare a laboratori sulle varie tematiche afferenti proprio la digitalizzazione. Anche con l’Università il fronte è comune, chiaramente con un diverso rapporto visto che l’Unitus ha almeno due centri di eccellenza su questo fronte: il Disucom con il corso di laurea in Informazione digitale e il DEIM con il corso di laurea di Ingegneria. Pensiamo nei prossimi mesi di incrementare il rapporto con l’Università su queste tematiche, a partire dalla costituzione di una rete digital che veda anche l’Ateneo, insieme ad Associazioni di categoria e ad altri attori istituzionali sul territorio, fare fronte comune con la Camera di Commercio per intraprendere azioni utili alle imprese.

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