Integratori alimentari, pregi e difetti

Quando bisogna prenderli e in che quantità

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Integratori alimentari

Fino a qualche anno fa gli integratori erano poco conosciuti e soprattutto Jin facevano parte della quotidianità degli italiani. La dieta mediterranea offre infatti tutti i principi nutritivi necessari ad una alimentazione corretta e bilanciata. Ma il cambiamento delle abitudini, i ritmi di vita più frenetici, associati a diete ipocaloriche, hanno modificato il rapporto con il cibo e i classici tre pasti a tavola si sono ridotti spesso a due, consumati velocemente e senza un giusto equilibrio nel rapporto tra proteine, vitamine e zuccheri necessario al nostro benessere.

Per sopperire ad alcune carenze di micronutrienti ed integrare la comune dieta, gli italiani fanno sempre più ricorso agli integratori alimentari. Secondo alcuni dati anticipati da Cosmofarma, la fiera dei prodotti salutistici che si tiene a Bologna dal 12 al 14 aprile, circa 13,7 milioni di persone di età compresa tra i 25 e 64 anni, dichiarano la loro propensione al consumo di integratori alimentari, 9 milioni li hanno consumati nell’ultimo triennio. Possiamo quindi dire che fanno parte delle abitudini degli italiani. In questi ultimi anni, il mercato degli integratori si è attestato come uno tra i segmenti più in crescita, ma anche e soprattutto in costante evoluzione con una crescita registrata a settembre 2013 pari al +5% a valore e al +4% a volume.

Almeno 4 milioni di italiani prevedono di diventare nuovi consumatori di integratori nel prossimo triennio, con una crescita di mercato prevista tra il +35% ed il +50%.

La legislazione sul commercio di tali prodotti è stringente e articolata. Quindi se sulla qualità degli integratori possiamo star sicuri, è ancora in corso il dibattito se fanno bene o meno e fino a che punto sono necessari.

I medici concordano sul fatto che non vanno usati in modo indiscriminato come sostitutivi dei fattori protettivi contenuti negli alimenti, ma solo in casi specifici quando insorgono carenze di nutrienti come vitamine, sali minerali e altre sostanze di cui l’organismo ha bisogno per una condizione di salute e benessere. Inoltre non vanno usati quando si segue già una alimentazione corretta e bilanciata perché non si fa altro che caricare l’organismo di alcuni composti.

Se si introduce troppa vitamina E possono essere messe a rischio le scorte di vitamina A, mentre troppa vitamina C provoca una diminuzione delle quantità di vitamina B12. In commercio esistono i multivitaminici che danno il giusto apporto di tutte le vitamine necessarie per evitare controindicazioni.

Al primo posto nelle vendite ci sono gli integratori di vitamine e di minerali (52.5%), seguiti da fermenti lattici, integratori energetici (36%) e sportivi, a base di vitamine, sali minerali, aminoacidi e proteine (14.4%), categoria, questa, che vede un predominio maschile (il 23% degli utilizzatori di integratori, contro il 9.9% delle donne). L’elenco dei prodotti che gli italiani utilizzano è veramente lungo: dagli integratori dietetici a base di crusche e altre fi bre (8.3%), agli estratti vegetali, come aloe o papaia (7.8%), per arrivare, solo per citare i più utilizzati, a ginseng, pappa reale e tonici (7.4%).

Secondo la Fondazione Centro Cardiologia e Cardiochirurgia De Gasperis va sfatata l’idea che i prodotti a base di erbe siano di per sé innocui. Al contrario possono essere rischiosi. Occorre quindi chiedere sempre il parere del medico, in  quanto manca una normativa specifica che garantisca la piena sicurezza degli integratori vegetali.

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