Interporto: salta la trattativa

I sindacati incalzano, la nuova proprietà rappresentata dalla Cfft non cede. La società italo belga ha rotto il tavolo e chiesto un incontro al Comune.

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Interporto

Da “La Provincia – Quotidiano di Civitavecchia, Santa Marinella, Fiumicino e dell’Etruria”.

Rischia di arenarsi la trattativa tra la Cfft, società italo-belga che ha acquistato all’asta l’interporto, ed i sindacati.
Ieri infatti si è svolto un nuovo incontro tra le parti; una riunione che, in teoria, si sarebbe dovuta chiudere con un accordo, in modo tale da poter finalmente dare il via libera alla ripartenza della piattaforma logistica.
E invece la Cfft ha rotto il tavolo, facendo saltare la trattativa in corso.
Tutto fermo. Un passo indietro che non fa affatto bene alla struttura, ma soprattutto ai lavoratori al centro della trattativa.
Le posizione delle parti, infatti, sarebbero tornate distanti.
Da un lato c’è la Cfft. Un’azienda solida, che in questi anni ha mostrato di saper gestire un terminal come quello agroalimentare in porto, facendo registrare numeri importanti, in crescita, diventando leader nel tempo del settore. Cfft che, nonostante i problemi proprio all’interno dello scalo, con un’estate calda alle spalle ed una vertenza, quella legata allo scarico dei container in banchina, non si è arresa, ma anzi ha voluto investire ancora sul territorio, andando ad acquistare all’ottava asta fallimentare la piattaforma logistica che, in tutti questi anni, non è riuscita a decollare. E nel corso delle trattative con i sindacati, riguardanti i circa 35 lavoratori attualmente impegnati all’interno della struttura, non si è mai mossa dalla propria posizione. «Garantiamo il posto di lavoro e la retribuzione, il resto non ci appartiene» hanno sempre detto dalla società italo belga. E lo hanno ribadito nelle diverse riunioni.
Dall’altra parte i sindacati che, a quanto pare, hanno cercato di convincere l’azienda a cedere su altri aspetti. Accantonato il discorso Tfr, che secondo Cfft non può essere corrisposto dalla nuova proprietà ma discusso con il fallimento, le parti sociali hanno puntato l’accento su livelli ed anzianità.
Ma le proposte non sono passate. Lo avevano già fatto capire nel corso della precedente riunione gli stessi vertici di Cfft. «Partiamo dalla retribuzione attuale e dal mantenimento del posto di lavoro – avevano detto – ma sul resto non si può trattare. Siamo un’azienda che vuole sviluppare questa piattaforma logistica, vuole renderla efficiente e farla lavorare a pieno regime. E per fare questo serve personale». L’obiettivo è quello di partire dalla forza lavoro che già è presente all’interno della struttura e di incrementarla con il tempo, secondo il piano industriale presentato proprio dalla società.
Ma questo vuol dire che mansioni e livelli li sceglie la nuova proprietà, in base a quelle che sono le esigenze ed i programmi di sviluppo dell’impianto. Perché l’idea è quella di potenziare l’interporto, incrementare i traffici, creare nuova occupazione e fare della piattaforma logistica cittadina un vero punto di riferimento del settore, come non è stato finora. La Cfft ha valutato in 24 mesi il tempo necessario per rimettere in efficienza e dare credibilità ed un aspetto commerciale concreto all’interporto; entro il dicembre del prossimo anno all’interno dell’interporto dovrebbero lavorare almeno 80 persone in più rispetto alle attuali 50. Il programma prevede che, a regime, all’interno della piattaforma logistica opereranno, a vari livelli, 130 dipendenti.
Lontani dall’accordo e con margini di manovra difficili da attuare, Cfft ha deciso quindi di rompere le trattative. I rappresentanti locali si sono quindi messi subito in contatto con i vertici belgi per fare un punto della situazione e capire che tipo di strada seguire. Nel frattempo la stessa società ha chiesto un incontro anche con l’amministrazione comunale, essendo il Pincio parte in causa. Chissà che con la mediazione del Comune si possa tornare ad un dialogo che possa, finalmente, dare nuova speranza ad una piattaforma logistica ferma al palo da troppo tempo.

Fonte: La Provincia di Civitavecchia

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