In merito alla curva pandemica auspica che la pressione sull'ospedale "ancora ben gestita" resti ai livelli attuali ma nutre qualche perplessità

Investimenti e situazione epidemiologica nella Tuscia, intervista alla Dg Asl Daniela Donetti

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Daniela Donetti, direttore generale Asl Viterbo

Investimenti del Pnrr per 32,9 milioni di euro destinati al sistema sanitario della Tuscia.

E’ l’opportunità illustrata ieri alla Cittadella della salute dal direttore generale Asl Daniela Donetti e dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.

“Abbiamo presentato la rivisitazione del piano territoriale che in realtà abbiamo già progettato ormai da tempo – dichiara la Dg dell’azienda sanitaria viterbese – alla luce di quelle che sono le strutture intermedie definite dal Pnrr e degli obiettivi definiti dal DM 71 (relativi a modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza nel territorio ndr.)”.

“L’obiettivo è quello di garantire la continuità assistenziale tra Asl e territorio, aumentando la presa in carico personalizzata del territorio. Il nostro traguardo è che la casa diventi il primo luogo di cura”.

“Abbiamo presentato le strutture intermedie ma soprattutto anche l’innovazione che, attraverso la digitalizzazione dell’intero territorio, stiamo attuando e attueremo maggiormente con i finanziamenti del Pnrr per garantire la continuità assistenziale anche attraverso sistemi di digitalizzazione e strumenti innovativi come la telemedicina e la teleassistenza integrata”.

Spiega poi cosa si intende per strutture intermedie.

“Case della comunità e ospedali di comunità ma fortemente integrati col territorio, con i poliambulatori attualmente esistenti”.

Le abbiamo anche rivolto una domanda sulla situazione dei contagi nella Tuscia.

“La situazione epidemiologica è evidente in tutto il mondo, non solo nella Tuscia, e purtroppo noi siamo in linea con tutto il resto d’Italia. La pressione sull’ospedale è ancora ben gestita però effettivamente maggiori sono i volumi di positività maggiore potrebbe essere la pressione sugli ospedali. Ci auguriamo che rimanga com’è attualmente ma temiamo che non sarà così”.

 

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