Domenica mattina l'uomo si è presentato in ospedale per farla pagare al cognato Mirko Tomkow, piantonato nel reparto carcerario per l'omicidio del figlioletto

Irruzione al pronto soccorso, denunciato lo zio del piccolo Matias

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VITERBO – Non passa il dolore e lo shock tra la gente comune per il terribile fatto di cronaca avvenuto martedì scorso a Vetralla, quando il piccolo Matias, dieci anni appena, è stata barbaramente ucciso. In manette con l’accusa di omicidio il padre, Mirko Tomkow – 44enne di origini polacche – che è piantonato all’ospedale Belcolle. (https://www.lamiacittanews.it/appunti-mattiasil-piccolo-mattias-ucciso-con-una-coltellata-alla-gola-il-padre-piantonato-a-belcolle/).

La veglia di preghiera per il piccolo Matias

Vetralla e la Tuscia intera sono uscite provate dalla tragedia e hanno abbassato gli occhi al monito del parroco, sabato scorso, in occasione dell’ultimo saluto al piccolo. “Siamo qui sconvolti e umiliati dalla morte: il sacrifico di Matias ci insegni a non voltarci dall’altra parte”. (https://www.lamiacittanews.it/il-sacrificio-di-matias-ci-insegni-a-non-voltarci-dallaltra-parte/).

E se queste sono le emozioni della gente comune, è impossibile immaginare quelle della povera mamma Mariola Rapaj e dei parenti. Lo zio, U.M., intorno alle 11 ieri mattina – domenica 21 novembre – ha fatto irruzione al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle chiedendo dove fosse il cognato per fargliela pagare. Avrebbe avuto con sé un coltello, ma è stato prontamente disarmato dai carabinieri, prontamente giunti sul posto. Pare che l’uomo fosse in stato di shock e, quindi, sia stato sedato. E’ del tutto probabile che sia stato denunciato.

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