Non vi erano dubbi sul verdetto dell'EMA, chiamata a rispondere dopo un blocco che in America è stato visto come un "eccesso di precauzione"

Johnson&Johnson e Astrazeneca: la paura, se infondata, è pericolosa

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Johnson & Johnson

Lo stop del vaccino J&J è arrivato lo scorso 13 Aprile, dopo soli 8 eventi avversi su 7 milioni di dosi distribuite (lo 0,001%). Un vero e proprio eccesso di precauzione, il quale è giustificato solamente dalla sovrabbondanza di vaccini che possono vantare oltreoceano. Ma in Europa è giustificabile uno stop del genere considerando i ritardi che già sono stati accumulati?

Qui in Europa il discorso è diverso, le dosi continuano a mancare e la mancata immunizzazione dal Covid più di qualsiasi effetto collaterale lontanamente collegato ai vaccini. Dati alla mano, da uno studio dell’Università di Oxford, il rischio medio di contrarre trombosi con Astrazeneca è dello 0,0016%, con il Covid il rischio sale fino allo 0,2662%. Praticamente, contraendo il Covid, si avrebbe un rischio di sviluppare un trombo 170 volte maggiore rispetto a quello che si avrebbe contribuendo all’immunità di gregge.

Con questi dati non possono esserci pareri contrastanti, la scienza non è un programma opinionistico della Domenica pomeriggio. Ma la paura dell’uomo, a volte, gioca brutti scherzi. Di complottisti ne abbiamo sentiti molti in questo ultimo anno, il complotto piace, è una voce fuori dal coro, fa sentire alternativo e portatore della verità chi ne abbraccia i pensieri. “Il Covid è colpa del 5G”, “La pandemia è stata voluta dai poteri forti”, “Nei vaccini ci sono i micro-chip di Bill Gates” e ancora “Chissà cosa ci sarà dentro??”. Sono solo alcune delle frasi che riecheggiano sui social con una diffusione strabiliante.

Fortunatamente, da un certo momento in poi, Facebook in particolare, non ha più permesso che frasi dichiaratamente false e fuori da ogni logica apparissero sulle home degli utenti e ha censurato tutto ciò che era collegabile al complottismo. Facebook è, ormai era, il luogo dove il complottismo più becero trovava la sua “home sweet home”. All’interno dei gruppi prendevano vita storie inverosimili, racconti fantascientifici e personaggi fantastici.

Ma la battaglia ai vaccini, dopo quella alle mascherine, ha fatto decisamente presa. Agendo sulla paura più primitiva umana si è riusciti a creare una sorta di repellenza al vaccino, in modo completamente illogico guardando i dati portati alla luce tra le aule di Oxford. L’assenteismo c’è ed è un problema, il pass vaccinale può essere la soluzione ma si porta con sé tutti problemi giuridici del caso. L’unica vera soluzione alla questione sarebbe quella di far parlare i dati, anziché la pancia. A quel punto, magari, non fermeremmo un vaccino per una settimana per lo 0,0016% di rischio di sviluppare un trombo.

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