Parallelismi inediti e scelte bislacche nella Sanitá viterbese

La Asl di Viterbo illuminata da Giuseppe Conte

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Forse abbiamo trovato la fonte che guida i passi del premier Giuseppe Conte, il quale oggi chiude, domani apre, entra in casa, conta i commensali, fissa la libera uscita del Covid e gli accessi tra affini: la ASL di Viterbo.

E’ infatti la Cittadella della Salute viterbese il luogo in cui l’indice RT del Dottor Alesini un giorno è 2 per diventare all’indomani 1.7, mentre l’Epidemiologa ufficiale, la dottoressa Angelita Brustolin, in controtendenza a quanto accade nelle altre Aziende Sanitarie italiche, è uscita di scena in pompa magna dopo l’apparizione, a tipo divinità celeste, nella Sala d’Ercole.

Insomma, consoliamoci. Almeno Viterbo serve d’esempio a qualcosa, come l’eclettica ed illuminata trovata di far redigere l’aggiornamento del Piano Aziendale Emergenze Epidemiche (delibera 2621 del 12/12/20) ad un veterinario, ad un infettivologo ed ancora, immancabile, allo RSPP Alesini, geniale inventore del Luna Park Aziendale “Cittadella” in via Fermi, ove entri e poi segui la stella dei Magi, fino all’uscita, se la trovi. Non si discute poiché la delibera in parola è a firma del Veterinario in capo, anche Capi Dipartimento di Prevenzione, ma almeno, e diciamo “almeno”, un medico del lavoro ce lo vogliamo aggregare?

Il pluripenalizzato dottor Augusto Quercia sembra veramente alle corde, come ad attendere inerme il colpo del KO definitivo, e ci si chiede perchè. Del resto, le falle apertesi nel cordone di “prevenzione” (ma quale?) allestito dalla Asl sono tante e troppe: il dilagare del virus tra frati, monache e preti avrebbe richiesto l’apertura di un serio tavolo di confronto, ovvero di una cabina di regia – che va assai di moda – anche con Sua Eminenza il Vescovo Lino Fumagalli, mentre i medici del lavoro non hanno avuto granché in termini di visibilità, ed allora tanto vale ritentare con lo SPRESAL, dopo l’impiego nella prima fase.

Invece niente. Il dottor Giovanni Chiatti pare onnicompetente in materia, che però, piccolissimo particolare, non è la sua. Il dottor Ferrarini è analogamente onnipresente ed onnipotenziario: al Riello, quando per i tamponi infine giunsero i carabinieri, c’era lui, assistito da altro elemento perno della Direttrice Generale, ossia un poeta, sognatore ed ex azzimato Direttore Generale della Viterbese (sì, della squadra di calcio). Nei TOC, salvo quello “Convento”, il Ferrarini non è mai mancato, come non mancherà nella scalata concorsuale per la Direzione della UOC Veterinaria.

Alla fine, questa pandemia ci ha fatto capire molte cose. In primis che l’Epidemiologia Aziendale, se c’è o non c’è, passa inosservata. Serve solo per l’incarico della titolare Angelita Brustolin, col vincolo del silenzio. In secundis, che la Prevenzione nei Luoghi di Lavoro, se c’è o non c’è, passa inosservata, a fronte della manifesta ed incomprensibile destabilizzazione del suo atavico Direttore, il dottor Quercia. In terzis, che i veterinari ed i biologi sono ormai al top ed anche al TOC, ovunque, e vedasi i cammini gaudiosi del dottor Carai (prossimo Direttore del Laboratorio di Igiene Industriale) e della dr.ssa Pessina (già al Laboratorio di Genetica Molecolare, che indisturbato, ma contra legem, persevera a processare tamponi). E, dulcis in fundo, la pandemia ci ha fatto capire anche che i sociologhi – perdonate il gioco di parole – socializzano con budget stratosferici ed incarichi da alta quota, vedi le dottoresse Minopoli (transazione Prisma) e Boninsegna.

Il tutto, ovviamente, alla faccia del Covid e dei viterbesi.

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