Lo annuncia Egidio Gubbiotto, segretario di Confael

“La Asl sta ritirando le mascherine farlocche”

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Dopo le polemiche, la Asl di Viterbo sta provvedendo a ritirare le presunte “mascherine farlocche”, la cui distribuzione era stata denunciata dal sindacato Confael. A darne comunicazione è lo stesso sindacato attraverso una nota alla stampa.

“Ad ognuno i propri meriti e le proprie responsabilità. Siamo convinti – scrive Confael – che siano note a tutti le iniziative e le proteste che, nel silenzio altrui,  comprese  le inadempienze dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza R.L.S. illegittimamente estrapolati dalla R.S.U., CONF.A.E.L.  sta portando avanti sui dispositivi di protezione individuale (S.P.I.), sulla carenza delle divise e sulla dubbia igienicità delle stesse, sulla iniqua distribuzione delle Risorse Umane, sulla carenza degli O.S.S. costringendo gli Infermieri al demansionamento,eccetera”.

“Ebbene – si legge – considerato che qualche vassallo che, durante l’orario di servizio, anziché lavorare gira per i reparti vantando la primogenitura ed il merito delle soluzioni, riteniamo opportuno fare un po’ di chiarezza.

In data 02 Aprile  u.s. questa O.S. contestava con lettera inviata al Direttore Sanitario Aziendale la presenza di mascherine inidonee non a norma che mettevano a grave  rischio la salute degli Operatori Sanitari di tutte le professioni. Non avendo avuto nessuna risposta, sabato 10  Aprile abbiamo ritenuto opportuno portare il caso all’attenzione degli Organi di Informazione che hanno immediatamente pubblicato nella consapevolezza della gravità di quanto segnalato”.

“Non siamo in cerca di meriti – spiegano i sindacalisti – ma prendiamo atto che, a seguito di ciò, la A.S.L. di Viterbo si è immediatamente mobilitata per ritirare tutte le mascherine ‘farlocche’. Non ci fermeremo qui e – conclude il comunicato – vigileremo con attenzione sulle decisioni che verranno assunte, condividendo quelle giuste (se ci saranno) e contesteremo quelle da noi ritenute ingiuste, inadeguate e/o clientelari, nell’unico interesse di tutelare tutti i lavoratori e gli utenti bisognosi di cure e attenzioni”.

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