La Azzolina scrive al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione – LA LETTERA

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Ecco la lettera di Lucia Azzolina al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione:

“Gentili componenti del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione,
ricevo la vostra lettera e, nel ringraziarvi per aver voluto porre ancora una volta la
vostra esperienza e la vostra attenzione al servizio del Paese, desidero riportare la vostra
attenzione sul lavoro che stiamo svolgendo, a livello istituzionale, centrale e locale, nelle
singole istituzioni scolastiche, per il rientro in presenza degli studenti delle scuole
secondarie di secondo grado e per la prosecuzione dell’anno scolastico. Rispondo anche
sintetizzando gli obiettivi che ci poniamo, come Ministero, per i prossimi mesi.
Come giustamente scrivete, l’emergenza che abbiamo vissuto e stiamo ancora
vivendo ha rimesso la scuola al centro dell’attenzione del Paese. Un’attenzione che
avrebbe meritato anche prima e che, purtroppo, non c’è sempre stata, soprattutto a livello
politico, sia dal punto di vista culturale che dei finanziamenti, come voi stessi ricordate.
Abbiamo per fortuna archiviato quella stagione e invertito la rotta, molto rapidamente, in
questi mesi. Lo abbiamo fatto impiegando risorse ed energie per sostenere il settore
scolastico durante l’emergenza, sempre pensando al dopo e guardando, in prospettiva, al
futuro dell’Istruzione. Non a caso la maggior parte dei finanziamenti erogati, come sapete,
sono stati pensati per durare nel tempo. Fra questi, ad esempio, quelli relativi alle
dotazioni tecnologiche, alla formazione del personale, agli arredi scolastici.
Alla crisi abbiamo reagito e lo abbiamo fatto tutti insieme, sia nei primi mesi
del lockdown che durante l’estate, stagione densa di incessante lavoro per le scuole; oggi,
dopo la ripresa delle lezioni, stiamo ancora reagendo ai cambiamenti di fronte ai quali,
così repentinamente, la pandemia ci pone ogni giorno.
Questo impegno non si ferma, va avanti, nella consapevolezza che vanno tenuti
insieme il diritto fondamentale alla salute e quello all’Istruzione, entrambi strettamente
connessi, come sappiamo, con il futuro dei nostri ragazzi e del Paese intero. È a scuola e
in nessun altro luogo che si gioca la partita più importante. È fra i banchi che si costruisce,
mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno, il futuro della Nazione. Per questo
sulla scuola non possiamo arrenderci e dobbiamo, ciascuno degli attori coinvolti, operare
uniti, ricordandoci sempre del peso specifico che questa Istituzione ha nel percorso di ogni
bambina e bambino, delle ragazze e dei ragazzi, nella vita del Paese. Arretrare sulla
scuola, significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo
faremo.
Fin qui, i principi del nostro agire. Che si sostanzia di azioni molto concrete. Non
esiste una ricetta perfetta: il virus ci impone continue riflessioni, aggiustamenti. Ma è uno
sforzo a cui non possiamo né vogliamo sottrarci. Non lo abbiamo fatto nei mesi scorsi, non
lo faremo adesso.
Come sapete, lo scorso 23 dicembre sono state siglate, nell’importante e
significativa sede della Conferenza Unificata, in cui siedono il Governo, le Regioni e gli
Enti locali, le Linee Guida per la ripresa della scuola in presenza nel mese di gennaio e la
prosecuzione dell’anno scolastico in corso. Un documento che contiene impegni precisi,
per ciascuna delle parti, con riferimento alla questione del potenziamento dei trasporti, alla
corsia preferenziale da attivare per i tracciamenti nelle scuole, al maggiore
scaglionamento degli ingressi di istituti scolastici, di uffici e attività commerciali. Un piano
che si posa anche sull’importante e solido lavoro condotto a livello territoriale, Provincia
per Provincia, dai Prefetti, in collaborazione con gli Uffici scolastici territoriali, gli Enti locali,
le aziende di trasporto. C’è un grande sforzo in campo, che prevede anche risorse
aggiuntive alle scuole per poter pagare il personale Ata, in particolare i collaboratori
scolastici, in caso di estensione verso il primo pomeriggio degli orari, per effetto degli
scaglionamenti.
Stiamo lavorando scrupolosamente. Considerando sempre tutti gli aspetti e senza
mai pensare alla scuola come un mondo isolato, ma strettamente connesso con il resto
della società. Per questo il nostro Ministero lavora in sinergia con il Dicastero della Salute
e quello dei Trasporti.
Ci sono dei sacrifici da fare, nella scuola come nel resto del Paese, è inevitabile: il
vaccino apre una strada di speranza, ma il virus non è ancora sconfitto.
Tutte queste azioni muovono esattamente nella direzione di ciò che affermate nella
vostra lettera: dare centralità e priorità alla scuola. Lo abbiamo fatto con le misure messe
in campo in questi mesi. Ma anche con la legge di bilancio che, converrete, è finalmente
un provvedimento che prevede investimenti per il nostro settore, non tagli o micro
interventi, ma risorse vere. Lo faremo anche attraverso le risorse e i progetti connessi al
Recovery fund su cui lavoreremo, in fase attuativa, con tutti gli attori coinvolti.
Di recente abbiamo inaugurato un ciclo di incontri per riflettere su come migliorare il
nostro sistema di educazione. Proseguiremo nei prossimi mesi con gli interventi di esperti
nazionali e internazionali. Credo che da questa crisi potremo trarre la spinta per rendere la
nostra scuola ancora più forte, consapevole del proprio ruolo, innovativa. Un percorso da
fare tutti insieme.
Nel ringraziarvi ancora per la vostra attenzione, colgo l’occasione per rinnovarvi i
miei auguri per le Festività di questi giorni e per il nuovo anno.”

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