“La belle époque”: una commedia originale e sorprendente, uno dei migliori film dell’anno

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La locandina del film

Imperdibile per chi ama il cinema francese. Imperdibile per chi apprezza le belle sceneggiature. Imperdibile per chi ammira le grandi interpretazioni.

Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2019 e pochi mesi dopo anche alla Festa del Cinema di Roma, è ora nelle sale “La belle époque”, non solo una commedia originale e sorprendente ma, in assoluto, uno dei migliori film dell’anno.

La trama narra di Victor, un fumettista che sta vivendo una profonda crisi lavorativa e personale, e di sua moglie Marianne,  psicanalista determinata ed apparentemente molto sicura di se. Lui, superato nella sua attività, da stili e da tempi ai quali non ha saputo adattarsi, si è lasciato andare; lei, invece, seppur non più giovane, vuole continuare a vivere pienamente la vita, inseguendo voracemente tutte le emozioni che ancora può riservarle. L’inevitabile conflitto si risolve con il disilluso Victor buttato letteralmente fuori di casa da Marianne, che cerca immediata consolazione tra le lenzuola con il migliore amico di lui.

E’ allora che Victor, completamente alla sbando, accetta l’invito della “Time Traveller”, una strana agenzia che consente ai suoi clienti di viaggiare nel tempo, per ritrovarsi, tramite accuratissime messe in scena, a vivere nell’epoca preferita del passato: una sorta di stravagante e raffinato “The Truman Show” nel quale, però, il protagonista è fruitore consapevole di ciò che sta accadendo. C’è chi sceglie di condividere la tavola con Maria Antonietta e chi di rivivere i giorni con i nazisti al potere. Lo spiantato Victor opta, invece, per gli anni ’70, la sua personale belle époque, nella quale, in un caffé di Lione -anche questo, non a caso, chiamato “La belle époque”- incontrò la frizzante e seducente Marianne che sarebbe poi diventata sua moglie.

Nell’occasione ad interpretare quest’ultima è una giovane attrice dal cui fascino Victor, seppure perfettamente conscio del fatto che si tratta solo e unicamente di una grande finzione, si lascia volentieri sedurre. E grazie al potere e alla magia della nostalgia, delle emozioni che riaffiorano e di certi sentimenti mai completamente sopiti, vive, e non semplicemente rivive, i giorni più belli della sua vita. Quei ricordi, così vividi e puntuali, gli fanno ritrovare ispirazione e verve, gli dimostrano che è ancora capace di emozionarsi e di innamorarsi: in una parola lo fanno ringiovanire, al punto che Marianne, la vera Marianne, ha un colpo al cuore nel momento in cui se lo ritrova improvvisamente davanti.

Non sveleremo ai lettori ciò che, infine, la visione del film riserverà loro. Quello che possiamo garantire è che avranno occasione di apprezzare il dipanarsi di una trama divertente, imprevedibile, ben ritmata, mai banale e sempre sostenuta da un dialogo fitto e intelligente.

Una tale perfetta alchimia non sarebbe stata possibile senza una interpretazione all’altezza. Quella che offrono Daniel Auteuil e Fanny Ardant nei panni di Victor e Marianne è perfettamente centrata e ricca di sfumature, coinvolgente ed emozionante, perfetta nell’esprimere, di volta in volta, il romanticismo e il disincanto, la nostalgia e la tenerezza, il sarcasmo e l’ironia che la vicenda richiedere loro. Ad affiancarli, c’è uno stuolo di ottimi attori tra i quali non si può fare a meno di citare il “regista dei viaggi nel tempo” Guillaume Canet, la deliziosa altre ego di Marianne, Doria Tillier e l’intramontabile Pierre Arditi nella sua ennesima, magistrale caratterizzazione.

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