La dichiarazione del responsabile nazionale sanità potrebbe essere una chiara indicazione per le Comunali di Viterbo

La campagna elettorale irrompe sul convegno “Sanità e Pnrr”, Gemmato: “Rotelli dovrebbe restare in Parlamento”

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“Egoisticamente per noi Mauro (Rotelli ndr.) dovrebbe restare in Parlamento. So che molti vorrebbero che facesse il sindaco di Viterbo, ma a livello nazionale potrebbe dare un contributo maggiore a chi sarà il primo cittadino”.

E’ la bomba lanciata dal deputato Marcello Gemmato, responsabile nazionale dipartimento sanità di Fratelli d’Italia, quasi al termine dell’incontro che si è tenuto alle Terme dei Papi.

Tema del consesso: ‘Sanità e Pnrr, opportunità di sviluppo’.

“Opportunità di sviluppo o, come avevamo scritto in un precedente incontro su tale tema, occasione persa?”. Così ha iniziato il suo intervento il deputato Mauro Rotelli all’incontro tematico, organizzato nella sala conferenze delle Terme dei Papi, da Fratelli d’Italia.

Un consesso che, sia per la tematica trattata sia per l’approssimarsi delle elezioni, ha visto un’altissima partecipazione. Tanto che molte persone sono rimaste in piedi e tante altre costrette a restare fuori dalla sala.

Un consesso dalla connotazione fortemente elettorale: presenti il senatore leghista Umberto Fusco, Gianmaria Santucci di Fondazione ma anche Paolo Baldassarre del Popolo della Famiglia, di Guido Scapigliati di Italexit e il rappresentante di Rinascimento, che con le loro liste sostengono il coordinamento unico di Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione alle prossime Comunali.

“Dobbiamo creare un’alleanza forte, consolidata che punta alle Regionali del 2023. – dichiara Rotelli che stigmatizza come “negli ultimi 10 anni il connubio tra sanità, Regione e Viterbo è stato gestito male”.

A tale proposito ringrazia la consigliera regionale Chiara Colosimo che “pur non essendo di Viterbo, sta facendo un grande lavoro per il nostro territorio, così come Marcello Gemmato, deputato e responsabile nazionale dipartimento Sanità di Fratelli d’Italia.

“La battaglia delle battaglie è sulla Regione” gli fa eco Santucci che invita a “iniziare a lavorare quanto prima sulla riorganizzazione della sanità. Non è civiltà quella che vivono i cittadini della Tuscia”. Per il leader di Fondazione con le liste messe in campo “saremo una composizione che rappresenta il 40%. Occorre cambiare la città e vincere la Regione”.

Santucci ironizza poi sul fatto che “a Viterbo abbiamo medici che scoprono l’amore civico solo a ridosso delle elezioni, si candidano tutti nella stessa lista, poi perdono e spariscono”.

Anche per il senatore Fusco “la sanità nella Tuscia è un problema grave, per questo occorre una rappresentatività alla Pisana”.

Sulle Comunali, da tempo la Lega morde il freno e Fusco ribadisce che “bisogna decidere. Cercare di accelerare i tempi e fare una squadra all’altezza della situazione”. Non a caso, era accompagnato da Claudio Ubertini che, in caso di rinuncia da parte di Rotelli, il Carroccio propone come candidato sindaco.

Intanto nei prossimi giorni il Popolo della Famiglia annuncia che definirà il programma con le tre forze di centrodestra.

Fabio Troncarelli, del comitato S. Anna di Ronciglione, evidenzia come il sud della Tuscia sia dal punto di vista sanitario “il più penalizzato. Un bacino di 75mila persone che, anche per dei semplici controlli, sono costrette a girovagare nei vari presidi della provincia”.

Spetta quindi a Claudio Taglia, responsabile provinciale sanità, fare il punto sulle cifre. Sotto il microscopio i fondi previsti per la Sanità: degli oltre 200 miliardi che arriveranno in Italia soltanto 20 sono destinati alla salute, 700 milioni per la Regione Lazio di cui 32,9 per il sistema sanitario della Tuscia.

Punta poi il dito sui numeri della mobilità passiva. Dal 2015 spesi 52 milioni per strutture laziali e 109 milioni per quelle extraregionali. Cifre che per Taglia sono un segnale evidente: “La gente non si vuole curare a Viterbo”.

Critica la Colosimo sulla rete territoriale, quella di prossimità: cittadelle della salute che cambiano nome e si trasformano in case di comunità, ospedali di comunità e centrali operative territoriali. Insomma curare il cittadino nel proprio domicilio. Ma la consigliera regionale rimarca: “Come si riorganizza la medicina territoriale come si gestisce la sanità territoriale visto che nel Lazio c’è un problema di formazione? Non si trovano rianimatori, c’è carenza di infermieri domiciliari”.

Il deputato Marcello Gemmato, dopo la considerazione su Rotelli che dovrebbe restare in Parlamento, parla del “disastro sanità, con un definanziamento di 37 miliardi di euro negli ultimi 10 anni”. Sul Pnrr sanità stigmatizza: “Il Fns spende 114 miliardi, nel prossimo anno saranno 124 e il governo spaccia per importanti investimenti per 15 miliardi”. Lancia poi l’allarme “nei prossimi cinque anni non avremo più medici di medicina generale”.

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