"No degrado, no sfratti, no vendite": manifestazioni in tutta Italia in occasione della giornata nazionale per il diritto all'abitare

“La casa è un diritto”: Asia-usb in piazza per chiedere un nuovo piano di edilizia pubblica

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“La casa è un diritto, vogliamo un nuovo piano di edilizia pubblica”. Questa mattina i rappresentanti di Asia-Usb (Associazione Inquilini e Abitanti – Unione Sindacale di Base) in occasione della giornata nazionale per il diritto all’abitare si sono radunati sotto la Prefettura di Viterbo, analogamente a quanto avvenuto in altre piazze di tutta Italia, per rivendicare le proprie richieste al Governo di fronte alla pandemia da Covid-19.

Nel corso del suo intervento Simona Moretti, rappresentante territoriale Asia-Usb, ha ribadito quali sono le priorità in ambito abitativo che dovrebbero essere garantire ai cittadini italiani, ma che ad oggi non vengono soddisfatte:

Simona Moretti, rappresentante territoriale Asia-Usb

Nel nostro territorio una famiglia su quattro fa fatica a sostenere il pagamento dell’affitto e delle utenze, tanto da essere indietro nei pagamenti, sono lavoratori e famiglie che rientrerebbero nei requisiti per la casa popolare, sono in graduatoria ma non ci sono alloggi disponibili, le case quando ci sono si trovano in paesi o in zone isolate. Le case popolari, quando ci sono, sono abbandonate da decenni all’incuria, non vengono effettuati i doverosi interventi di manutenzione, costringendo le persone a sopravvivere tra muffa e infiltrazioni, mandando anche in rovina il patrimonio pubblico.

Oggi siamo in piazza in tutta Italia, sotto le Prefetture, simbolo del Governo centrale sui territori, per gridare la nostra rabbia – ha affermato Simona Moretti – vogliamo un nuovo piano di edilizia pubblica, finanziato tassando i grandi patrimoni dei costruttori che cementificano per speculazioni e poi lasciano le case vuote. I fondi ex-Gescal devono essere tutti utilizzati per le case popolari, questi soldi sono stati prelevati dalle buste paga dei lavoratori per questo scopo e solo per questo vanno usati – prosegue la rappresentante territoriale Asia-Usb – e non per coprire buchi e corruzione del politico di turno. Non ci accontentiamo delle solite spiegazioni come i soldi non ci sono, i soldi ci sono e vanno presi da chi li ha. La casa popolare è un diritto, un nostro diritto, che non siamo disposti a cedere. Se non ce lo danno ce lo prendiamo!”.

“Vogliamo – si legge in una nota – il blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi per tutta la durata della pandemia; un nuovo piano decennale di un milione di case popolari; l’istituzione di un fondo per finanziare la politica abitativa con impegno di almeno il 3% dei bilanci dello stato, delle regioni e dei comuni; l’utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal e del recovery fund; il blocco del pagamento degli affitti e delle utenze; la tutela dei proprietari mutuatari insolventi della casa che abitano, come prevede la legge 199/2008 all’art. 1-quater; il reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, integrato di una quota destinata all’affitto e alle utenze; lo stesso strumento può essere utilizzato per i piccoli proprietari che vivono degli affitti della casa; un provvedimento che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell’emergenza sanitaria; sostenere questi provvedimenti con la tassazione del patrimonio tenuto sfitto dalle grandi proprietà immobiliari e, con aliquote specifiche, degli affitti brevi (B&B)”.

 

 

 

 

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