La chiesa di Santa Maria della Salute, gioiello viterbese, ha finalmente il suo cartello turistico illustrativo

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Viterbo- Finalmente anche la chiesa di Santa Maria della Salute, in via della Pescheria, raggiungibile da via Ascenzi scendendo delle scalette, ha il proprio cartello turistico illustrativo per dare una maggiore visibilità al tempietto del XIV secolo. L’iniziativa è dell’Associazione Archeotuscia, in collaborazione con la Panta CZ, tesa alla valorizzazione dei nostri beni storico-artistici.

I pochi passanti, questa mattina, hanno già avuto modo di apprezzare le notizie scritte sul cartello.

La città di Viterbo in effetti è uno scrigno che nasconde e custodisce tantissimi gioielli storici, spesso poco conosciuti. Uno di questi è appunto la piccola e graziosa chiesa di Santa Maria della Salute. La costruzione è al centro di numerosi interventi di valorizzazione, ospitando mostre ed eventi promossi da Archeotuscia.

La storia della chiesetta inizia intorno al 1318, quando venne costruita per volontà del committente Mastro Fardo di Ugolino di Uffreduccio. Notaio francescano, viterbese, seguì gli insegnamenti di San Francesco d’Assisi nella città di Viterbo.

Secondo le testimonianze storiche, nella zona dove venne edificata la chiesa, a quei tempi sorgevano una casa malfamata e persino le carceri della Curia Podestà. La scelta di questo posto per costruire la chiesetta lascia comprendere quali fossero le intenzioni caritatevoli di Fardo di Ugolino, fermamente intenzionato a combattere il malcostume imperante a quei tempi.

La facciata della chiesa è impreziosita da uno splendido portale in marmo, di scuola senese, eseguito nel 1337 su disegno dell’architetto Lorenzo Maitani. L’interno oggi si presenta poco luminoso ma suggestivo.

Le tele che ornavano le pareti sono ora conservate dalla Fondazione Carivit, mentre i candelabri dell’altare sono custoditi presso il Museo Colle del Duomo. Gli affreschi che abbellivano la Chiesa, infine, sono stati quasi completamente cancellati dal tempo. Il pavimento, in mattoni di cotto, evidenzia al centro due pietre tombali: quella di Mastro Fardo, e quella del luogotenente Alberto Mastrio.

La chiesa di Santa Maria della Salute è stata abbandonata dal 1324, restaurata e riaperta nel 1934.

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