“La collaborazione tra Regione Abruzzo ed Università della Tuscia dettata da conoscenze personali?”

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Regione Abruzzo – Università di Viterbo: di nuovo nel mirino la collaborazione tra i due enti.

E’ di un paio di giorni fa la pubblicazione dello “schiaffo alle università abruzzesi” della delibera di giunta n. 812 del 16 dicembre scorso, con la quale il Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo ha avviato una collaborazione tecnico-scientifica con il Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo.

In seguito alle polemiche, il Vicepresidente della Giunta Regionale, Emanuele Imprudente aveva replicato che “l’Università della Tuscia vantava già con la Regione Abruzzo rapporti di collaborazione risalenti al programma per il controllo degli ecosistemi forestali CONECOFOR del 1995 (istituito dall’allora Corpo Forestale dello Stato), e che la Giunta regionale aveva istituito recentemente anche collaborazioni con Atenei abruzzesi”.

Affermazioni alle quali ha recentemente risposto Francesco Cerasoli del Circolo Sinistra Italiana L’Aquila.

“Si tratta in particolare della Delibera n. 753 dell’ 1 dicembre scorso con cui il Dipartimento Territorio e Ambiente della Regione istituiva una collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara per il monitoraggio del rischio idrogeologico conseguente agli incendi che hanno interessato il Comune di L’Aquila quest’estate, e della Delibera n. 661 del 2 novembre scorso con cui il Dipartimento Agricoltura della Regione istituiva, per finalità parzialmente sovrapponibili a quelle indicate nella Delibera n. 812, una collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile – Architettura e Ambientale dell’Università degli Studi dell’Aquila.

Dalla lettura della Delibera n. 812 ci ha colpito un passaggio dei considerata: si ritiene utile il costante sviluppo di ogni sinergia di natura tecnica, operativa, scientifica e istituzionale volta ad approfondire la conoscenza, la gestione anche sostenibile del proprio patrimonio Agro-Silvo-pastorale e del territorio regionale ricompreso anche nelle Aree protette regionali fermo restanti le competenze degli Enti gestori”.

“Siamo piacevolmente sorpresi dal fatto che Imprudente, dopo aver trascorso mesi a perorare una riperimetrazione insensata di una delle Aree protette regionali (il Parco Regionale Sirente-Velino), abbia ora riscoperto la necessità di poggiare i provvedimenti del Dipartimento di cui è a capo su solide basi scientifiche.

Da parte nostra, premettendo che lo scambio di competenze con istituti di ricerca con sede al di fuori dell’Abruzzo può senza dubbio costituire occasione di miglioramento nella tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio naturale ed agro-alimentare che connota la nostra Regione, rimaniamo piuttosto perplessi dalla dinamica di questa vicenda.

Se infatti per le finalità citate nella Delibera n. 661 e 753 le competenze tecnico-scientifiche ricercate sono state trovate nell’ambito degli Atenei abruzzesi, su quali basi Imprudente afferma che per perseguire gli obiettivi tratteggiati nella Delibera n. 812 bisognava ricorrere alla collaborazione con il sopracitato Dipartimento dell’Università della Tuscia?

Sono state valutate in maniera oggettiva le competenze e risorse che i diversi Atenei abruzzesi avrebbero potuto eventualmente mettere a disposizione?”

“Giusto per fare un paio di esempi: l’Università degli Studi dell’Aquila vanta una Sezione di Scienze Ambientali che da tempo vede ricercatori e professori di ogni ordine e grado coniugare conoscenze di campo decennali con le più recenti tecnologie per la tutela delle eminenze faunistiche e floristiche regionali e nazionali, nonché per il miglioramento delle rese agricole nel rispetto degli ecosistemi agro-silvo-pastorali.

L’Università degli Studi di Teramo, dal canto suo, può avvalersi di competenze di elevatissimo livello nella medicina veterinaria applicata alla zootecnia e nelle biotecnologie molecolari applicate ai più svariati ambiti delle scienze degli alimenti e delle produzioni agricole.

Se siamo al corrente noi di questo bagaglio di esperienza e competenze tecniche disponibili negli Atenei abruzzesi – prosegue – ci aspettiamo che chi guida le Istituzioni regionali ne sia altrettanto al corrente.

Dobbiamo allora supporre che in questa specifica occasione Marsilio ed Imprudente abbiano preferito volgere lo sguardo ad interessi legati alla Regione di provenienza del Presidente?

Oppure che le collaborazioni istituite dalla Regione siano dettate più da conoscenze personali che da valutazioni oculate delle competenze e risorse a disposizione in Abruzzo?”

Non si tratta di campanilismo, si tratta di chiedere coerenza tra le parole e i fatti, tra il battersi il petto in pubblico sostenendo di difendere diritti ed interessi degli abruzzesi e il concreto agito istituzionale. Si tratta di dare la possibilità a tanti giovani della nostra Regione di trovare nuove occasioni di impiego delle conoscenze che con tanta fatica e sacrifici hanno acquisito, piuttosto che piangerli una volta che si siano diretti verso mete lontane.

 

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