La Compagnia portuale rilancia la Zona economica speciale per il porto

Il vice presidente Scilipoti: "Si poteva realizzare perché siamo area di transizione energetica e con alto tasso di disoccupazione"

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“La Zona logistica semplificata non servirà a rilanciare il porto di Civitavecchia, per questo avevamo proposto a luglio scorso la Zona economica speciale”. A parlare sono il presidente della Compagnia Portuale Enrico Luciani ed il suo vice Patrizio Scilipoti che, carte alla mano confutano la posizione dell’Autorità portuale e di Unindustria. “Il presidente Luciani – entra nel dettaglio Scilipoti – aveva mandato una richiesta di avvio del procedimento amministrativo per l’istituzione della Zes, al presidente Zingaretti, al presidente dell’Adsp ed al Sindaco. L’obiettivo delle Zes così come concepite dall’Unione europea, – sintetizza Scilipoti – è quello ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite, dedicando un’attenzione particolare alle zone interessate da transizione industriale”. In particolare la Compagnia portuale, sentiti i pareri dei propri consulenti, ritiene la Zes possibile in virtù di due fattori: la dismissione della centrale Enel di Tvn e l’alto tasso di disoccupazione.

“La dismissione o, comunque, la trasformazione sostanziale del polo energetico rappresentato della centrale di Tvn, uno dei più grandi siti di produzione energetica d’Europa, possono e devono essere ricompresi nell’ambito delle fasi di transizione industriale descritte dalla normativa europea sulle Zes. La phase out dal carbone – prosegue Scilipoti – sta creando ingenti danni economici alle imprese portuali incaricate dello scarico del carbone nel porto, all’Adsp in termini di imposte e, ovviamente, alle imprese metalmeccaniche impiegate nella manutenzione degli impianti energetici. Le ingenti perdite economiche hanno già prodotto decine di licenziamenti che potenzialmente, nel brevissimo termine, diventeranno svariate centinaia, ingenerando una crisi occupazionale a Civitavecchia senza precedenti, crisi che andrà ad incrementare un tasso di disoccupazione già allarmante. La crisi del settore energetico si aggiunge al calo generalizzato dei traffici delle merci nello scalo, ben rappresentato dalla perdurante fase di stallo nel settore dei containers e dalla diminuzione costante delle movimentazioni legate alle merci rinfuse solide. Il tasso di disoccupazione giovanile a Civitavecchia è pari a circa il 49% e, dunque, nettamente al di sopra della media nazionale che si attesta intorno al 35%”.

Ma non solo la richiesta di una Zes per il porto è stata messa in un ordine del giorno presentato dal consigliere Gino De Paolis per impegnare la giunta regionale a prendere in considerazione questa opportunità. Analoga situazione per il consiglio di Civitavecchia dove la mozione di Scilipoti, presentata insieme ad una della consigliera Fabiana Attig sul riconoscimento della zona di crisi industriale complessa, sono state approvate all’unanimità. “Il presidente dell’Authority – conclude Scilipoti – ancora una volta non si è voluto confrontare mentre avrebbe dovuto far proprie questa richiesta e perorarla al ministero competente, ovvero il Ministero del Sud e della coesione territoriale. E lo scalo perde un altro treno vitale”.

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