La contesa su Talete: incontri tra il commissario regionale e i sindaci “ribelli”. Camilli (Grotte di Castro) non partecipa

Il commissario Mascioli ha avanzato ai sette sindaci con cui si è aperto il dialogo alcune richieste, tra le quali l' aporontamento di una serie di documentazioni fotografiche che testimonino le condizioni del servizio idrico nei loro Comuni

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La Regione Lazio si è decisa a muoversi – durante l’ estate – sull’ emergenza Talete e sull’ aspra contesa aperta da mesi tra la discussa società idrica e gli otto comuni della Provincia di Viterbo che hanno rifiutato di entrare a farne parte. Il commissario nominato ai primi di luglio dal governatore Zingaretti, Enrico Mascioli, tra agosto e i primi giorni di settembre ha incontrato più volte i sindaci dei Comuni “ribelli”, ad eccezione di Piero Camilli, primo cittadino di Grotte di Castro, il più fiero contestatore di Talete: del suo funzionamento e dei suoi alti costi.

Il commissario Mascioli ha avanzato ai sette sindaci con cui si è aperto il dialogo alcune richieste, tra le quali l’ aporontamento di una serie di documentazioni fotografiche che testimonino le condizioni del servizio idrico nei loro Comuni. Il clima di collaborazione si è avviato concretamente. Bisognerà vedere se porterà – dopo tante polemiche – ad una soluzione condivisa.

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