Civitavecchia, “La darsena traghetti deve restare pubblica”

Dopo l'interrogazione parlamentare del Pd, concordi anche il vice sindaco Grasso e il presidente dei portuali Luciani

L’interrogazione parlamentare presentata dal gruppo del Partito democratico e con primo firmatario l’onorevole Alberto Pagani sul futuro della darsena traghetti è stata accolta con piacere e condivisa dal Comune e dal cluster marittimo. Politica e imprese per una volta sono concordi sulla necessità che la darsena traghetti non venga data in concessione dall’Autorità portuale, ma resti pubblica.

massimiliano grasso civitavecchia
Il vice sindaco di Civitavecchia Massimiliano Grasso

“L’interrogazione – sottolinea il vice sindaco e assessore alla Portualità Massimiliano Grasso – parte della premessa che avevo fatto circa un mese fa. Al di là del colore politico infatti i concetti espressi da Pagani riflettono le condizioni e le preoccupazioni di chi vive il porto. L’amministrazione comunale ha dato un indirizzo al proprio rappresentante in seno al Comitato, Giuseppe Lotto, che insieme ai colleghi di Regione e Città Metropolitana hanno chiesto che il bando venisse stralciato dal Pot. Come poi è stato. Una richiesta che fa capire chiaramente come il Comitato non sia favorevole a che la darsena traghetti venga data in concessione ad un unico armatore. Oggi questa interrogazione può essere una base di partenza per aprire finalmente un dibattito a 360 gradi sul porto e le prospettive, ma anche sui rapporti con i vertici dell’Autorità portuale e sul superamento dei grandi contenziosi aperti”.

E l’occasione sarà il prossimo 28 novembre quando alle 15,30 si terrà il consiglio comunale aperto sullo scalo al quale prenderanno parte oltre ai vertici dello scalo i principali protagonisti del cluster marittimo. Intanto ad intervenire è anche il presidente della Compagnia portuale.

“L’interrogazione del Pd – afferma Enrico Luciani – fotografa esattamente il modello Civitavecchia. Un modello risultato vincente negli anni. Gli armatori non sono nostri nemici, anzi abbiamo grandi collaborazioni con gli armatori. Ma i porti e le banchine debbono essere gestiti dalla Stato, attraverso gli indirizzi dell’Autorità portuale, dalle imprese che vi operano e dai lavoratori. Per questo la darsena deve restare pubblica e l’interrogazione, frutto di un attento lavoro della Commissione trasporti e dell’Ancip, mette un punto a certi armatori che pensano, attraverso le concessioni, di poter avere mano libera per l’autoproduzione”.

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