La guerra delle nocciole, gli ambientalisti contro “le bugie” della Coldiretti

Piero Bruni, dell’associazione Lago di Bolsena, attacca l’organizzazione degli agricoltori: “Sono di parte e dicono inesattezze”.

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Le “inesattezze” della Coldiretti sui noccioleti smascherate da Piero Bruni dell’Associazione lago di Bolsena. L’ambientalista e scienziato si batte da anni con convegni, manifestazioni e interventi sulla stampa e nei luoghi istituzionali (anche europei) per difendere i lago e l’ambiente che lo circonda.

“Coldiretti parla di ‘fantomatica e ridicola guerra alle nocciole’ – inizia Bruni -. Dato che i noccioleti godono di cospicui incentivi, la Coldiretti appare come parte interessata: tutte le sue dichiarazioni vanno filtrate, rivedute, interpretate e corrette per offrire ai lettori una completa e corretta informazione”. Bruni attacca Coldiretti quando l’associazione agricola afferma che “i dati qualitativi del lago di Vico parlano chiaro: non esiste più inquinamento da coltivazione della nocciola e la balneabilità è totale e perfetta”. In questa frase l’ambientalista scorge due “inesattezze, per non dire peggio”.

La prima inesattezza: “La perfetta balneabilità dipende principalmente dalla presenza o meno di batteri fecali provenienti dagli scarichi urbani: il buono stato della balneazione non dimostra affatto che la coltivazione della nocciola non eutrofizza il lago di Vico”. L’eutrofizzazione è un fenomeno inquinante, dato dall’eccessivo accrescimento degli organismi vegetali nell’ecosistema acquatico provenienti da fonti naturali o antropiche (come i fertilizzanti, alcuni tipi di detersivi, le acque reflue di origine domestica o industriale), e il conseguente degrado dell’ambiente divenuto asfittico.

“La seconda inesattezza si riferisce ai dati qualitativi ufficiali, ossia dell’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale, ndr) – riprende Bruni -. Quelli sì parlano chiaro, e certificano per il lago Vico uno stato qualitativo ‘sufficiente’, mentre, secondo la normativa, lo stato qualitativo avrebbe dovuto essere migliorato a ‘buono’ dal 2015. Nel lago di Vico è in atto un processo di eutrofizzazione che Coldiretti preferisce minimizzare per seminare dubbi sulle ordinanze contrarie ai noccioleti emesse dai comuni del lago di Bolsena (tranne San Lorenzo nuovo, ndr)”.

Bruni va avanti e prende spunto da una “recente intervista” del professor Giuseppe Nascetti dell’università della Tuscia, che da venti anni effettua monitoraggi fisici e chimici sul lago di Vico: “I rapporti sullo stato delle acque, definite eccellenti, si riferiscono allo stato di balneazione che è tutt’altra cosa rispetto al livello trofico del bacino. Sono anni che mi batto per sottolinearlo, ma in tanti sembrano fare orecchie da mercante. Il rapporto tra fosforo e azoto, quello che fa fiorire l’alga rossa, vero flagello del bacino viterbese, perché altamente tossica, è ancora sopra 10, parametro limite, ciò significa che il lago è ancora in uno stato comatoso. Riproporre a Bolsena una monocoltura come quella di Vico è un’idiozia”.

Per Bruni, “i sindaci del lago di Vico tutelano i loro noccioleti anche se producono danni ambientali; i sindaci del lago di Bolsena tutelano il loro lago in un’ottica di sviluppo turistico, di agricoltura ecosostenibile e di pesca professionale. Non vogliono i noccioleti per non fare la fine del lago di Vico. Sono valutazioni strategiche diverse giustificate dal fatto che la situazione economica e idrogeologica è diversa”.

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