Riceviamo e Pubblichiamo

La “guerra” di S. Sisto: Antiche Terme Romane ai ferri corti con lo storico Faperdue

Si legge in un comunicato Antiche Terme Romane S.r.l.

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Egr. Sig. Storico Giovanni Faperdue,

visto che ci tiene tanto ad una nostra ulteriore reazione e che non siamo tipi da “mettere la coda tra le gambe e scappare”, eccoci pronti a replicare alle sue considerazioni pubblicate nella tarda serata di ieri.

In primo luogo, risulta chiaramente dai documenti storici che l’attività termale si svolgeva in antichità sul terreno di nostra proprietà. Anche se lei insiste su questo punto, non crediamo affatto che sia importante collocare la fonte di provenienza dell’acqua su un terreno o un altro, per il semplice fatto che l’acqua termale, in ogni caso, veniva utilizzata liberamente dalla popolazione, avendo pieno diritto di farlo. Non significa in pratica che, se un tempo la sorgente si trovava sul terreno di Belli, allora oggi il proprietario possa disporre dell’acqua a proprio piacimento.

masse san sisto

Giustamente (su qualcosa siamo d’accordo), si è iniziato a parlare di abusivismo dopo la legge regionale n. 90/80, in quanto, come abbiamo già sottolineato, la Regione ha creduto di poter disporre della risorsa a proprio piacimento, concedendola ad alcuni privati, peraltro senza rispettare le norme comunitarie che impongono l’evidenza pubblica dei provvedimenti (direttiva Bolkestein) e senza minimamente tenere conto dell’uso consuetudinario che è stato fatto per secoli da parte della popolazione di un bene giuridicamente e storicamente considerato “comune”. Queste considerazioni, finora, non sono mai emerse in una sede giudiziaria e vedremo l’impatto che avranno sull’intera vicenda termale viterbese e non solo delle Masse.

Per sua conoscenza il Capo dello Stato non rappresenta nei ricorsi amministrativi un organo superiore al T.A.R., ma alternativo. Perciò può tranquillizzarsi, senza bisogno di invocare la sua carità cristiana, che non ci rivolgeremo, almeno per il momento, a nessun’altra entità superiore.

Le trascrivo di seguito il link dal quale si evince l’apprezzamento dell’ANSA per le Masse, per toglierle ogni dubbio al riguardo:

http://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/notizie/low_cost/2018/10/09/acqua-e-relax-ecco-le-8-migliori-terme-gratuite-ditalia_998906ff-7159-486c-b095-8506444ba2c0.html

Per uno storico, amante delle terme viterbesi, dovrebbe essere motivo di orgoglio che un sito termale locale abbia un riconoscimento di tale portata, semplicemente grazie agli sforzi e alla dedizione di un’associazione capace di rispondere con i fatti alle numerose ma infondate accuse che le sono state mosse nel corso degli anni.

Non vorremmo soffermarci molto sul giudice Federico Bonato, su quello che ha affermato e sui provvedimenti emessi, in quanto riteniamo di aver ampiamente esposto il nostro punto di vista.

Aggiungiamo soltanto che nel nostro ordinamento giuridico esistono tre gradi di giudizio, proprio con l’obbiettivo di contenere gli errori giudiziari. Di conseguenza è pacifico che nessuna decisione è definitiva finché non passa in giudicato, men che meno può esserlo un’ordinanza cautelare.

Riguardo alle fonti alle quali ha attinto per riportare alcune notizie giudiziarie, è certamente libero di tenerle segrete (anche se è fin troppo chiaro chi rappresenta con le sue esternazioni), ma quanto meno dovrebbe verificarle visto che in passato ha male interpretato, oppure le hanno male riferito, alcune dichiarazioni di Belli, rese in udienza a porte chiuse. Da parte nostra, stia sicuro che intendiamo assumerci fino in fondo tutte le nostre responsabilità, dichiarandoci sin d’ora pronti a rispondere in tutte le sedi possibili per tutto quello che dichiariamo.

In conclusione, però, riesaminando il nostro ultimo comunicato stampa, dobbiamo rilevare che molti interrogativi sono ancora privi di una risposta. Interrogativi che le riproponiamo in qualità di storico, nonché amante delle acque termali viterbesi, ben sapendo che nessuno la potrà obbligare a rispondere.

Di seguito le domande già poste:

Un eventuale abbassamento della falda termale, “non dovrebbe far riflettere sull’insensato prelievo di acqua termale operato dalla Free Time al solo scopo di disperderlo nei canali della superstrada? E ancora, non bisognerà allora rivedere tutte le concessioni rilasciate sul bacino al fine di evitare ulteriori danni e di tutelare l’intero sistema idrotermale viterbese?

E, soprattutto, a chi dovrebbero essere attribuite le responsabilità di tutto ciò? Non dovrebbe essere il direttore di miniera chiamato a difendere il bacino, anche in virtù del doppio incarico, ricoperto con funzione analoga presso il Comune di Viterbo?

E lo storico nonché difensore del Bullicame Giovanni Faperdue non si preoccupa di questo presunto abbassamento della falda e del suo impatto su tutte le fonti termali naturali del bacino? Come vede nell’ottica della salvaguardia del bacino termale il pompaggio scriteriato eseguito dalla Free Time per disperdere la risorsa nelle campagne? Inoltre, come è venuto a conoscenza dell’atteggiamento che assumerà la Soprintendenza riguardo ai lavori sul pozzo?”

Antiche Terme Romane S.r.l.

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