La Lega ha stravinto. Ma salviamo il “soldato” Arena!

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I ballottaggi di ieri l’hanno confermato. E nessuno se ne  sorprende. La cavalcata impetuosa della Lega non si ferma e nella Tuscia è talmente irresistibile da arrivare ad espugnare Civita Castellana e Tarquinia, senza contare il trionfo nella vicina e strategica Civitavecchia. Cade il Pd, cadono i Cinque Stelle, stappano bottiglie di champagne gli uomini scelti da Umberto Fusco col benestare di Salvini, brindano anche i Fratelli d’ Italia, coprotagonisti dell’ incoronazione di Franco Caprioli nella città falisca. Diversa la sorte di Forza Italia, falcidiata al primo turno, al secondo almeno partecipe del successo civitavecchiese del candidato del centrodestra Tedesco.

Il senatore Umberto Fusco festeggia la vittoria con il neo-sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi

E la parabola discendente degli azzurri ci porta di corsa a parlare di Viterbo, dove il sindaco forzista Giovanni Arena vive da mesi – con dignità e coraggio invidiabili – una situazione oggettivamente da “ostaggio”, stretto fino al rischio di soffocamento tra la morsa leghista da un lato e quella dei seguaci della Meloni e di Rotelli dall’altro. Non c’ è da meravigliarsi – né da starnazzare a vuoto – se il senatore Fusco ha già fatto capire da tempo che la Lega, sulla scia dell’ impennata elettorale e dei numeri (incrementati dalle “transumanze”) del suo gruppo consiliare a Palazzo dei Priori, non se ne potrà stare con le mani in mano, ma dovrà avere di più. Nessuno scandalo, è la politica. Si vince per contare, per conquistare potere.

Tutto nell’ordine naturale delle cose. Tutto legittimo. Eppure, un auspicio sentiamo di formularlo, e a voce alta. La Lega non butti via con nonchalance questa esperienza di governo, così faticosa e arrancante ma espressione di un centrodestra uscito vittorioso dalle urne del giugno di un anno fa. Pretenda, e realizzi, un robusto rimpasto che renda più facile la vita travagliata del sindaco Arena e che gli permetta di andare avanti senza le ambasce e gli agguati dei mesi scorsi. Non sarebbe una bella idea provocare una crisi di giunta, certificare il disagio e la paralisi della città di Viterbo, aspettare chissà quanti mesi per una nuova defatigante campagna elettorale tra i veleni. Meglio un confronto aspro, ma risolutivo, adesso. Piuttosto che un vuoto di governo dalle mille insidie. Salviamolo il “soldato” Arena! E permettiamogli di rimboccarsi le maniche…

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