La Lega vola oltre il 41%, il Pd è il secondo partito in provincia col 19%

I Cinquestelle fanno peggio del dato nazionale (16%). Nella Tuscia Fratelli d’Italia più forti dei berlusconiani. Sparisce la sinistra

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Al centro il segretario della Lega Matteo Salvini con il Senatore Umberto Fusco e il vice sindaco di Viterbo Enrico Contardo

La Lega vola. Sfonda il muro del 40 per cento. E Matteo Salvini è sempre più un uomo solo al comando. In Italia come nella Tuscia. Anzi, se si raffronta il dato nazionale con quello provinciale, si prende atto del peso che il partito che fu di Bossi ha assunto in provincia: oltre il 41% dei voti sono proporzioni da Democrazia cristiana dei tempi d’oro.

In piedi il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, nel tavolo il Senatore Francesco Battistoni sulla sinistra, a destra Dario Bacocco coordinatore provinciale Forza Italia

Questo il dato principale di questa tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Poi, non si può tacere dell’arretramento del Movimento 5Stelle, al 16% (nel 2014 era al 24,75%) e di Forza Italia (al 6,35% dal 18 di cinque anni fa). Il Partito democratico sprofonda rispetto alle europee del 2014, perdendo circa il 20%, ma se si tiene conto delle batoste prese – soprattutto nei confronti dei grillini – negli ultimi tempi, il 19% è un risultato discreto.

Sebbene per i dem, come sempre, i discorsi non sono mai semplici: tiene e è il secondo partito provinciale, ma fa peggio di quasi il 4% rispetto al dato italiano. Quindi, bicchiere mezzo pieno per il partito del dominus Enrico Panunzi (il consigliere regionale detto da molti il signore della sanità), che ormai tra i democratici ha soppiantato l’ex ministro Giuseppe Fioroni.

A sinistra l’On. Giorgia Meloni, a destra l’On. Mauro Rotelli di FdI

Inoltre, buono il risultato – peraltro atteso – dei Fratelli d’Italia, che in provincia ribaltano il rapporto di forza con i cugini di Forza Italia: se il dato medio nazionale è Fi poco sotto al 9% e Fdi al 6,5%, nella Tuscia la cifra è al contrario. Il partito meloniano del parlamentare Mauro Rotelli è all’8,55% contro il 6,35% degli azzurri del senatore Francesco Battistoni. Forzisti che hanno il sindaco del capoluogo provinciale: quel Giovanni Arena che da un anno è sulle montagne russe; con crisi e crisette continue. Le quali, c’è da scommettere, viste le proporzioni della vittoria dei verdi del senatore Umberto Fusco, difficilmente caleranno. Anzi, già si attende il prossimo scossone che dovrebbe partire dalle poltrone della Talete per propagarsi in quelle del Consiglio provinciale, e che avranno la loro stanza di compensazione a palazzo dei Priori: Arena lo sa, saranno settimane di fuoco. Ma c’è abituato.

Per il resto, i partiti della sinistra radicale sono quasi azzerati: il Partito comunista è all’1%, la Sinistra all’1,5, i Verdi fanno meglio ma stanno poco sotto al dato nazionale: 1,99% nel Viterbese, 2,3% in Italia. + Europa è all’1,7%, Casapound sotto l’1. Mentre il Partito animalista batte il Popolo della Famiglia 0,5% a 0,35%. Poco sotto c’è Forza nuova con lo 0,3%. La maglia nera è dei Popolari per l’Italia con lo 0,18%. Che superano il Pirata di un soffio (0,19%): no, non è quel Marco Pantani che fece sognare l’Italia 21 anni fa, quando fu l’ultimo ciclista al mondo a centrare l’accoppiata Giro-Tour, ma un partito.

Ora in fuga c’è il Capitano Salvini. La sua maglia verde è più lucente che mai. Qualcuno saprà riprenderlo?

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