In occasione dell'anniversario della strage di Capaci

“La legge del cuore, storia di assassini, di vigliacchi ed eroi”, Claudia Conte presenta il suo libro

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Viterbo – “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”, diceva Paolo Borsellino.
Viterbo non può non parlarne, non può non ricordare l’anniversario della morte di chi ha lottato con tutte le sue forze contro Cosa Nostra.

Ieri, 23 maggio, nel 30esimo anniversario della strage di Capaci, Claudia Conte, imprenditrice nell’ambito culturale, ha presentato a Viterbo, alla Corte delle Terme, il suo romanzo “La legge del cuore, storia di assassini, di vigliacchi ed eroi”.

Tramite delle metafore, nel libro, si ricordano i magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le vittime della mafia.

Presenti, fra gli altri, alla presentazione, il magistrato dott.ssa Franca Marinelli, l’avvocato Raffaello Maria Cirilli, il sen.Fusco, il candidato sindaco Claudio Ubertini.
Stefano Evangelista ha introdotto l’interessante convegno sottolineando l’importanza della collaborazione fra famiglia, scuola, educazione e legalità. “Non è un incontro politico, ma culturale.”- precisa Evangelista.

L’ avvocato Cirilli afferma:” Il libro mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Dovevo iniziare a frequentare la facoltà di giurisprudenza quando successe la strage. Il romanzo lancia un importante messaggio di legalità. È indispensabile celebrare queste giornate ma soprattutto seguire gli insegnamenti di Falcone, Borsellino e delle vittime della mafia”.

“Questo è un romanzo reale – precisa la dottoressa Marinelli – Dobbiamo sempre impegnarci nella lotta alla mafia; Falcone e Borsellino non volevano essere eroi. Noi non dobbiamo arrenderci al destino e dobbiamo seguire il loro esempio.
Le acque di oggi sono ancora più torbide di quelle del passato: l’attualità è fortissima e gravissima. Le stragi dell’anno seguente a quella di Capaci, del 93, sono da inquadrarsi in un’ottica di colpo di stato. Ciò che può favorire questo clima di tensione, del quale la mafia su approfitta, sono i disagi sociali, economici, culturali “.
L’ autrice Claudia Conte ricorda che presentò il libro in Senato e conobbe in quell’occasione Fusco che, in soli 4 giorni, organizzò l’evento a Viterbo.
“Il mio libro serve a riflettere. La mafia c’è ancora – sostiene l’autrice – Non fa stragi eclatanti, ma è presente in modo subdolo anche oggi. Viterbo è una città meravigliosa: dobbiamo partire dal territorio e usare i fondi europei per valorizzarlo.
Bisogna sperare che la mafia non si infiltri nella gestione di questi fondi.”

Il libro è una storia di giustizia e libertà ambientata negli anni 70. I due protagonisti, nati in contesti difficili, prendono due strade diverse: uno quello della legalità e diventa magistrato; l’altro si piega alle logiche mafiose, spinto dalla necessità economica.
I due protagonisti si incontreranno e seguiranno l’uno la legge dello Stato e l’altro “la legge del cuore”.

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