Per quanto tempo la politica farà finta di niente?

La malasanità non esiste solo al Sud e Viterbo ne è la prova

196

Sono trascorsi 43 anni da quando Mister Volare, Domenico Modugno, ci regaló una prima apertura sociale pubblica con una musica abbastanza ritmata ma in antitesi con l’amarissimo testo, addirittura in odor di profezia: “Il vecchietto dove lo metto”.

Ed in quanti ci hanno lasciato nella scorsa primavera, quando l’impegno nazionale era nel bloccare il traffico, sistemare i migranti, reperire mascherine o camici (vero Zingaretti?Ne sa qualcosa?) e terminare i campionati di calcio. Così una generazione è partita in silenzio, senza rivedere un famigliare, anche se uno dei mantra di questo SSN è la protezione delle fasce “fragili”: anziani, malati, portatori di handicap.

Puó capitare a Viterbo, allora, eccellenza della Sanitá panunziana, che un 95enne abbia un attimo di impasse e preoccupi la famiglia, che consulta la guardia medica. Attenzione, o sventurati, il Covid impera. Ed allora? Mi dica i sintomi (per telefono), ma sì, gli dia questo antibiotico (dopo la visita telefonica), è una infezione urinaria (diagnosi telefonica).

Le cronache riportano questo episodio di una gravitá inusitata, ove utilizzare l’abusato termine di “malasanitá” appare mero eufemismo. Questa non é l’alba del secondo millennio, queste sono le tenebre di una Sanitá malata: chissá cosa ne pensa il Direttore del Distretto B, il dottor Bifulco, dalla mirabile progressione di carriera, oppure il Direttore delle Cure Primarie, il dottor Cimarello, anch’egli sempre in alto assiso?

Questi comportamenti trascendono nell’omissione di atti d’ufficio, sprofondano la credibilitá giá molliccia e traballante della Sanitá viterbese targata Canepina, offendono la classe medica onesta e lavoratrice che magari subisce le angherie di pagatissimi Dirigenti ASL, incapaci di piazzare un fonendo sul torace di un paziente ma molto attenti a censurare una iperprescrizione di supposte per la stitichezza.

Ora c’è l’alibi Covid, non esiste nulla oltre di esso. Ed un 95enne puó anche essere sistemato via cavo, capirai. Oggi non si giura più su Ippocrate ma si giura su Speranza, anzi, sulla speranza di non sentirsi improvvisamente male a Viterbo dopo aver attraversato quasi un secolo di storia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui