“La Marcia del Sale”, ristoratori ed Ncc in cammino fino a Conte

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I ristoratori della Toscana e le imprese del servizio Noleggio Con Conducente sono alla guida di un cammino sicuro e deciso, ogni passo lascia una forte impronta che rivela messaggi ben chiari.

“La marcia del sale” è partita precisamente il giorno 4 novembre.

Il nome scelto per questa iniziativa vuole essere un richiamo esplicito alla figura di Gandhi e alla sua marcia contro la tassa sul sale imposta dal governo britannico.

Il percorso si muove lungo la via Francigena, è partito da Ponte Vecchio, ha fatto tappa a Sutri, dove ha trovato l’accoglienza del sindaco Vittorio Sgarbi, si fermerà alla Storta, per poi giungere in conclusione, nel cuore di Roma.

L’intento è quello di arrivare il 13 novembre al Pantheon, dove, alle ore 14.00, si terrà una manifestazione.

Si sono unite due categorie apparentemente distanti ma che, nella drammatica situazione dell’emergenza dovuta al Covid 19, hanno trovato vari punti in comune.

Entrambe infatti, si dichiarano fortemente affaticate nel confrontarsi con la situazione economica che devono affrontare e che non riescono più a sostenere .

I ristoratori della Toscana e il NCC, servizio di Noleggio Con Conducente, combattono oggi insieme con un obiettivo comune.

Evitare che scompaiano numerose imprese dei rispettivi settori, questo è il principio che li anima e il fine che si vuol raggiungere.

Le criticità della ristorazione, con le chiusure anticipate e la riduzione dei coperti, si sommano a quelle delle aziende del servizio dei trasporti, che, pur non avendo mai smesso di lavorare, devono fare i conti con un profitto che è pari allo 0, perché ciò che a loro manca è la materia prima, la persona, il cliente. I lavoratori del settore lamentano inoltre, che il sostegno datogli dal governo, non darà loro alcuna possibilità di sopravvivere e arrivare al prossimo anno.

I punti in comune non sono pochi, il turismo è inesistente, ed è proprio la sua assenza che ha bloccato entrambe le categorie oggi attive in questa operazione.

L’idea nasce proprio dai ristoratori, in particolar modo da Pasquale Naccari, con cui Giulio Aloisi, rappresentante del Coordinamento nazionale NCC, e responsabile nazionale e fondatore Anitrav, si è trovato immediatamente in sintonia.

Sono i primi che hanno sollecitato i secondi nel dare una mano, inizialmente solo logistica, per rispondere al bisogno dei mezzi necessari per gli spostamenti.

Di lì è scattata l’unione, l’idea di una protesta a più voci, che ha chiamato in causa noleggiatori di ogni parte dell’Italia nel dare supporto.

Ma cosa imputano al governo?

In primis, esplicitano la certezza di non riuscire ad arrivare al prossimo anno se le condizioni resteranno invariate, dichiarano che oltre il 50 % delle aziende chiuderà e di qui il forte aumento della disoccupazione. Sono 65.000 imprese, tra vetture e bus, che si

I ristoratori a Palazzo dei Papi

trovano in forte difficoltà, e per tutte loro questa protesta chiede un aiuto che pare essere divenuto ormai necessario.

Inoltre, ad aprile di quest’anno hanno inviato al MIT,  al governo e alle amministrazioni locali di tutta Italia, la loro proposta che si traduceva nell’offerta di affiancare il TPL, il trasporto pubblico locale.

Non avendo clienti, avrebbero collaborato, tramite il loro servizio, con i trasporti pubblici, che si sono rivelati poi, tra i punti nevralgici della seconda ondata dei contagi.

“Noi abbiamo offerto la possibilità di non sovraffollare i mezzi pubblici, lo abbiamo fatto in tempi non sospetti, avremmo potuto continuare a lavorare e divenire nello stesso tempo un sostegno nella regolamentazione del flusso di persone che giornalmente riempiono le linee di auto, metro e tram” dice Giulio Aloisi.

Questi sono i punti saldi che con il loro percorso vogliono mettere in luce. Vogliono giungere a Roma ed esporre tutte le varie problematiche che li animano proprio al presidente Giuseppe Conte, al quale hanno richiesto l’incontro.

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