La leader di Fratelli d’Italia mette in seria difficoltà gli alleati di centrodestra presentando una mozione di sfiducia contro il ministro Roberto Speranza. Forza Italia contraria, la Lega: “Vogliamo prima leggere”

La Meloni vuole sfiduciare Speranza: è scontro nel centrodestra

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Clima incandescente nel centrodestra. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha preparato una mozione di sfiducia all’indirizzo del ministro della Salute Roberto Speranza. Forza Italia si è già defilata, mentre la Lega sta temporeggiando e valuta il da farsi. Insomma, un gran bel caos che rischia di spaccare la coalizione.

Appoggeranno la mozione, invece, ItalExit di Gianluigi Paragone e L’Alternativa c’è, il gruppo in cui sono confluiti i dissidenti del Movimento Cinque Stelle. “Poiché le responsabilità di Speranza sono gravi e ne va della salute della popolazione, responsabilità che il ministro condivide con la disastrosa organizzazione sanitaria regionale – scrivono gli ex parlamentari grillini in un comunicato -, ci faremo carico di reperire le firme necessarie da parte di tutti coloro che sono pronti a riconoscere tali attribuzioni, a prescindere dalla forza politica a cui appartengono. La salute viene prima di ogni ideologia”. Durissimo anche Paragone: “Come emerge dalle intercettazioni della procura di Bergamo, i collaboratori del ministro hanno nascosto il rapporto degli studiosi dell’Oms di Venezia in cui la gestione della pandemia in Italia veniva definita ‘improvvisata e caotica’ per la mancanza di un piano pandemico aggiornato. Mancanza della quale il ministro Speranza era a conoscenza, come riferito dal procuratore aggiunto di Bergamo Maria Cristina Rota. Inoltre, non è credibile che Speranza non fosse informato riguardo alle pressioni in atto per la rimozione del rapporto del gruppo di Venezia: è perciò inammissibile che continui a ricoprire la sua carica”.

Come detto, la Lega di Matteo Salvini sta valutando attentamente cosa fare. Dal Carroccio dichiarano: “Mozione di sfiducia a Speranza? La vogliamo leggere. Sicuramente sosterremo la proposta di una commissione d’inchiesta sul piano pandemico, su ritardi ed errori”. Il segretario leghista ha poi rilasciato alcune battute nel pomeriggio di ieri: “Stando alla scienza – dice Salvini – e la scienza non è decisa da Speranza, dovremmo tornare a vivere. E invece Speranza continua a dire riapriamo fra un mese. Speranza ignora i sacrifici degli italiani. Sapete quanti danni psichiatrici stanno facendo ai nostri figli e nipoti? Se i dati scientifici lo permettono, dobbiamo tornare al lavoro, all’arte, alla cultura, allo sport”. Non proprio un segnale distensivo nei confronti del traballante ministro di Leu.

Per Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, “Speranza si sta impegnando”. Gli azzurri, quindi, voteranno contrariamente alla sfiducia.

Beh, in tutto questo marasma soltanto due cose sono certe. La prima è che il ministro Speranza è letteralmente tampinato dalla stampa e dall’opposizione per la gestione dell’emergenza sanitaria, in particolare dopo le incredibili rivelazioni mandate in onda su La7 da Giletti. La seconda è che, molto probabilmente, se dovesse arrivare l’appoggio della Lega alla mozione, quest’ultima sarebbe perlomeno presentata in quanto bastano 63 firme a Montecitorio e 32 a Palazzo Madama. Se questo dovesse accadere, si manifesterebbe senz’ombra di dubbio l’ennesima crisi di Governo in epoca Covid. Mario Draghi, certamente, vorrà evitare altre grane.

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