Code interminabili, ore di attesa per sbrigare pratiche ridicole e sportelli paralizzati. Il tutto sotto un caldo cocente, sicuramente c'è più di qualcosa da rivedere

La Motorizzazione e Belcolle sembrano il Laos, siamo davvero convinti di andare avanti così?

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Vi avevamo raccontato delle situazioni in cui versano uffici come quello della Motorizzazione civile ed il Cup di Belcolle, ma purtroppo non sono gli unici. Anche le Poste al quartiere Carmine, la Cittadella della Salute e l’Inps si vanno ad aggiungere alla lunga lista di posti che i cittadini vorrebbero evitare per non incappare in una mattinata infernale fatta di code lunghissime ed attese interminabili.

Lo sapevamo, gli espertoni scelti dal governo ci avevano messo in guardia: “Dalla fase 2 niente più assembramenti”. Ed infatti così è stato, ma solo all’interno degli uffici però. Esatto, era ampiamente prevedibile che contingentando gli ingressi è inevitabile che si sarebbero venute a creare code (e quindi assembramenti) all’esterno degli uffici, ma non diciamolo ad alta voce! Rischiamo di svegliare qualcuno ancora dormiente da tre mesi a questa parte.

Ci avevano detto che il virus si trasmetteva velocemente, hanno combattuto con tutte le loro forze la movida ed hanno praticamente azzoppato esercizi come bar e ristoranti per poi farci accalcare come bestie per ore intere? Alla faccia del distanziamento sociale, divenuto ormai sacro.

Il risultato di questa nuova gestione anti-contagio è veramente ai limiti dell’imbarazzante: anziani lasciati per ore sotto lo scoppio del sole, gente di tutte le età che sviene, impiegati nervosi, sportelli in tilt. Ad oggi, andare negli uffici pubblici anche solo per far firmare due scartoffie si trasforma in un’Odissea.

Ma davvero pensiamo di andare avanti così? Se poi a tutte queste difficoltà si aggiungono anche le scelte folli come quella fatta dalla Asl, si rischia il collasso del sistema. La verità è che paghiamo ora (e giustamente) gli anni di mancati investimenti nel settore informatico per quanto riguarda almeno gli istituti e gli uffici pubblici.

L’impressione è che il Comune si sia fatto trovare impreparato di fronte a questa problematica, e la cosa più brutta è che l’Amministrazione potrà fare veramente poco per cercare di eliminarla. Speriamo che da questo clamoroso errore, commesso tra l’altro in centinaia di città italiane, potremo iniziare a capire ed a modernizzare il nostro apparato burocratico, già abbastanza rugginoso e meccanico.

Serve al più presto potenziare i software e permettere ai cittadini di poter prenotare telematicamente, sperando che il sistema di prenotazioni non vada “in down” come quello di Inps e Asl. Solo così si riuscirà a mettere una pezza sul buco, vedremo quanto gli italiani saranno costretti ad aspettare prima di vedere qualche movimento.

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