La Nazionale di Mancini sta facendo faville agli Europei, con buona pace dei paladini del politically correct che l’avevano definita “troppo bianca”

La Nazionale che non piace agli antirazzisti continua a dare spettacolo

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Due partite, sei gol fatti e nessuno subito. Seconda notte magica per gli azzurri, che spazzano via la Svizzera con un secco 3-0.

Davanti ai 16mila spettatori dell’Olimpico di Roma, la Nazionale guidata da Roberto Mancini non ha deluso, strappando altri tre punti e la matematica qualificazioni agli ottavi di finale. Rimane solo da stabilire quale posto occuperà e, in questo senso, la partita con il Galles sarà fondamentale per evitare di beccare una big nel tabellone delle fasi finali.

Gli elvetici sono stati letteralmente demoliti dalla classe e dal genio del giovane Manuel Locatelli, centrocampista del Sassuolo ed ex enfant-prodige del Milan. Il primo gol nasce da una sua magistrale apertura per Berardi, che entra in area e conclude la triangolazione col compagno di squadra neroverde servendogli un assist a porta praticamente sguarnita. La seconda rete, invece, è una staffilata di sinistro da fuori area che trafigge lo svizzero Sommer. La terza marcatura è, infine, quella di Ciro Immobile: il bomber della Lazio, dopo numerosi tentativi andati a vuoto nel corso della gara, nei minuti finali riesce a piegare le mani del portiere avversario con una girata dalla lunetta.

Insomma, una bella, bellissima Italia quella vista ieri sera. E vadano al diavolo le critiche mosse poco prima del torneo dai soliti petulanti paladini del politically correct. “Troppi bianchi in Nazionale”, dicevano. Come se, anche nel calcio, esistessero le “quote nere” tanto care a Pd e compagnia bella. Come se un mister dovesse decidere chi convocare in base al colore della pelle. Le solite amenità partorite da delle menti che definire contorte sarebbe riduttivo.

La verità è che i nostri azzurri, per quanto visto sul campo, sono una delle migliori squadre di questo Europeo. Certo, è ancora presto per fare calcoli e bisogna mantenere i piedi ben saldi a terra, ma è pur vero che due prestazioni come quelle offerte contro Turchia e Svizzera ci mancavano da tempo. Sembra essere passata un’eternità dal dannato spareggio contro la Svezia che ci impedì di andare ai Mondiali di Russia. Eppure, alcuni di quelli che scesero in campo contro gli svedesi in quelle notti amare, oggi formano la spina dorsale della squadra selezionata da Mancini. Questa generazione di calciatori ha voglia di prendersi una bella rivincita contro le severissime divinità del pallone, e noi tifosi non vediamo l’ora di rivivere con loro delle indimenticabili “Notti magiche”. Con buona pace degli squinternati che vedono il razzismo ovunque.

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