“La Pietà di Michelangelo”, un tesoro del Rinascimento tra le mura di Viterbo

La Pietà conservata tra le mura della Città dei Papi sarebbe infatti il risultato di un lavoro “a quattro mani” di Sebastiano e del maestro Michelangelo Buonarroti

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Viterbo, città medievale, ma anche perla del Rinascimento italiano. Tra le sue mura è conservato un vero tesoro dell’arte, a cui verrà dedicata una giornata di studi dal titolo “Le Pietà di Michelangelo” a Palazzo dei Priori, sabato 26 ottobre alle 15.

Al dibattito interverranno relatori di fama internazionale e grandi esperti delle diverse “Pietà” di Michelangelo Buonarroti, come Francesco Moschini, segretario generale dell’Accademia di San Luca, il professor Claudio Crescentini, che ha ritrovato il bozzetto della prima Pietà di San Pietro, il professor Marco Bussagli, massimo esperto di Rinascimento italiano, e la restauratrice Lorenza d’Alessandro, che ha lavorato in prima persona al restauro della Pietà di Ragusa.

Lo storico dell’arte Antonio Rocca parlerà della tavola conservata al Museo Civico di Viterbo, tradizionalmente attribuita a Sebastiano del Piombo. Il professor Rocca racconterà una storia già conosciuta sul Buonarroti, per inserirla in una riflessione più complessa che ha come fulcro Viterbo. La Pietà conservata tra le mura della Città dei Papi sarebbe infatti il risultato di un lavoro “a quattro mani” di Sebastiano e del maestro Michelangelo.

Numerosi particolari riportati sul dietro della tavola dimostrano come la Madonna raffigurata al centro sia ispirata a una sibilla della Cappella Sistina, terminata nel 1512. “L’opera è stata integralmente dipinta da Sebastiano del Piombo – spiega lo storico dell’arte Rocca – ma i disegni e l’ideazione, come le prove, sono di Michelangelo”. Una testimonianza di ciò era già stata data dal Vasari nelle “Vite”, oltre che da Ludovico Dolce nel 1557, con il Buonarroti ancora in vita.

Lo storico d’arte Antonio Rocca

Il consigliere Paolo Bianchini, che si è fatto promotore della Giornata di Studi, ha detto che tutto è nato da una visita al Museo Civico con il professor Rocca. “Poi abbiamo iniziato a pensare a come sfruttare questa opportunità per la città – dice Bianchini – straordinaria occasione di sviluppo turistico, economico e promozionale di Viterbo. Accendiamo i fari su un periodo storico importante, che ha dato tantissimo alla città – continua il consigliere – affinché non si parli solo di Medioevo”.

Il sindaco Giovanni Arena, al termine della conferenza di presentazione della Giornata di Studi, ha sottolineato l’importanza di promuovere la presenza di Michelangelo a Viterbo e il legame continuativo mantenuto dall’autore con la città. “Viterbo non è solo città medievale – dice il sindaco – abbiamo un’intera vita vissuta dal Buonarroti che è l’emblema dell’arte rinascimentale. Dobbiamo impegnarci e sfruttare a pieno questa ‘ghiotta’ opportunità”.

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