La poesia in dialetto viterbese in trasferta a Segni, in un importante evento culturale

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La poesia in dialetto viterbese varca le mura della Città dei Papi e arriva a Segni. Il 26 luglio, in occasione dei festeggiamenti per San Bruno, il Comune di Segni, grazioso borgo sui monti Lepini, ha organizzato un importante evento dedicato alla poesia dialettale, aperto, oltre che al vernacolo locale, ad altri dialetti.

Anna Maria Stefanini durante la lettura

A rappresentare Viterbo e a declamare poesie in lingua viterbese è stata invitata dal Sindaco Piero Cascioli Anna Maria Stefanini, che ha portato una ventata di viterbesità sui monti Lepini e ha parlato dell’Associazione Tuscia Dialettale, della quale fa parte, che compie quest’anno 50 anni.

Il dialetto non divide, ma unisce e la poesia dialettale è un modo per far conoscere la nostra città e le sue tradizioni anche in altre zone del Lazio. Fra le poesie scelte dall’autrice una dedicata al “poro” Alfio Pannega, che è stato quindi conosciuto anche fuori Viterbo. Un personaggio umile, ma dotato do grande cultura e dignità. Molti gli applausi per le poesie in dialetto viterbese, che è stato molto apprezzato e compreso benissimo.

Il Sindaco di Segni dott. Piero Cascioli, l’amministrazione comunale, il Presidente del Comitato del dialetti lepini, la bibliotecaria del Comune sul palco hanno premiato anche i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado partecipanti ad un concorso di poesia dialettale e hanno ascoltato con attenzione i versi declamati dai numerosi poeti dialettali partecipanti all’importante evento culturale.

Ben vengano iniziative atte a diffondere e valorizzare la poesia in dialetto e a far conoscere il vernacolo come strumento di identità culturale e tradizione. Anna Maria Stefanini ha dedicato la serata di poesia in trasferta a Ostelvio Celestini, recentemente scomparso e grande culture dei versi in dialetto viterbese.

 

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