La pratica S. Albino a passo di lumaca. Oggi si riunisce ancora la commissione

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Il San Valentino

sagginiMa quanto dura l’esame di questa domanda? Possibile che dopo più di tre mesi non si sia ancora assegnata l’acqua del S. Albino? Come i nostri lettori ricorderanno il primo di agosto è scaduto il termine ultimo per la presentazione delle domande per la concessione del pozzo termale S. Albino, la cui acqua sostituirà quella del S. Valentino, che dovrà essere chiuso.

Dopo pochi giorni dal primo agosto, abbiamo saputo, e lo abbiamo anche scritto, che l’unica domanda di assegnazione era stata presentata dalla Gestervit. A questo punto siccome la commissione per l’esame della domanda non era stata ancora nominata (non sappiamo perché), si doveva nominarla. Adesso dal primo agosto sono trascorsi quasi tre mesi, e ieri abbiamo saputo che la commissione deve riunirsi per la seconda volta, questa mattina per esaminare ancora la pratica.

La callara esangue

La nostra sensazione è che questa pratica vada troppo lenta. Sembra quasi una scena al rallentatore. Ricordiamo che tutti i ritardi che si accumulano, vanno ad allungare ancora di più, l’agonia del Bullicame che è senza acqua, e riceve un flusso solo da un tubo che arriva dal S. Valentino, che io chiamo “Flebo di accanimento terapeutico”. In questi giorni abbiamo però ripreso in mano, la sentenza del Tar (non appellato e quindi esecutiva), dove si comanda alla Gestervit di sistemare il danno arrecato. Sistemare e basta, senza altre prescrizioni. Invece la Gestervit ha detto a chiare lettere al Comune, che finché non riceverà assicurazioni scritte che potrà prendere l’acqua del S. Albino, non perforerà il S. Albino e non chiuderà il S. Valentino.

Calcestruzzo nel San Valentino

L’avvocato Giacomo Barelli qualche tempo fa, mi disse che ogni sentenza del Tar disattesa, è un reato penale. Quando arrivò il nuovo dirigente al Termalismo, il dott. Monaco, che io andai a conoscere, fui molto felice e mi dissi: “Scopa nuova, scopa bene”. Adesso a distanza di pochi mesi devo dedurre che la scopa nuova si è consumata troppo in fretta. Infatti ci sembrano assolutamente troppi tre mesi, per l’assegnazione di una sub concessione, che ha ricevuto una sola domanda.

Considerando che più ritarda l’assegnazione di questa acqua di sub-concessione,  e più ritardano i lavori di ripristino, ordinati come già detto da una sentenza del Tar passata in giudicato.

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