La preside Bugiotti: “Si attivino al più presto concorsi e percorsi per il sostegno”

Anche secondo la preside Bugiotti, mancanza di docenti di sostegno specializzati e precariato sono le cause principali del problema che affligge le scuole di Viterbo.

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A sinistra il Paolo Savi, a destra la dirigente scolastica Paola Bugiotti

La consigliera Paola Bugiotti, ultima entrata in casa Lega, fuori dall’aula di Palazzo dei Priori è preside dell’istituto Paolo Savi di Viterbo, una delle scuole superiori che conta più iscritti nella città di Viterbo. Dopo aver ascoltato il professor Mirko Ottone riguardo al problema della mancanza di insegnanti di sostegno all’Orioli e nella provincia, abbiamo chiesto di più alla preside Bugiotti sulla situazione del Savi.

“Come ogni anno iniziano le lezioni ma mancano molti docenti di sostegno – spiega la Bugiotti – il problema è che la maggior parte dei posti di sostegno rientra nel cosiddetto ‘organico di fatto’, il che significa che non si tratta di cattedre ‘strutturali’, ma vengono assegnate alle scuole ogni anno, durante l’estate, in base al numero di alunni con disabilità grave”.

Questo non fa altro che complicare l’organizzazione delle classi nei primi giorni dei scuola. “Le segreterie degli istituti sono tutte attive in questi giorni nel chiamare i docenti dalle graduatorie per coprire tali cattedre – continua la preside – l’operazione non è semplice, richiede tempi tecnici di invio delle proposte e attesa delle risposte, considerando anche che docenti specializzati per il sostegno non ce ne sono quasi più nelle graduatorie e che quindi bisogna attingere spesso alle graduatorie di posto comune, allungando ulteriormente i tempi”. Anche la Bugiotti, come il professor Ottoni, individua la mancanza di docenti di sostegno specializzati e il precariato come cause principali del problema che affligge gli istituti della provincia di Viterbo.

Secondo la preside Bugiotti “è necessario indire al più presto nuove procedure concorsuali e attivare altri percorsi di TFA per il sostegno, in modo da garantire il pieno diritto allo studio per ciascun alunno”. A fare le spese di questa “carenza” nel corpo docente non possono essere gli studenti disabili, che più degli altri hanno bisogno di stabilire un rapporto umano e quanto più continuativo con gli insegnanti.

L’istituto Paolo Savi di Viterbo

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