Per il deputato, l'unico soluzione è quella di creare sinergie tra l'Unitus e altre aziende locali per produrre da soli le mascherine

La Regione invia “stracci” anziché mascherine, Rotelli: “Ridicolo, puntiamo all’autoproduzione!”

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L’ultimo “regalo” della Regione Lazio al Comune di Viterbo non è passato inosservato agli occhi dei viterbesi, furenti di aver trovato ancora una volta gli “stracci” scartati dalle Regioni del nord come la Lombardia.

Le lunghe file createsi davanti alle poche edicole rimaste aperte, e la “transumanza” obbligata dei cittadini da un luogo all’altro per trovare qualcuno dei 7500 dispositivi ancora disponibili, non hanno di certo aiutato a calmare gli animi.

In merito al problema interviene il deputato Mauro Rotelli di Fratelli d’Italia che sprona le Istituzioni (in questo caso i Comuni della Tuscia e la Regione Lazio) a essere più chiari al momento della distribuzione.

“Sono due le tipologie di mascherine arrivate ieri – afferma il meloniano – La prima da sinistra (vedi foto di copertina, ndr) è la ‘montrasio’, quella tipo panno, e quella centrale è invece la ‘chirurgica’”.

“L’efficacia di questo tipo di mascherine – continua Rotelli – tutte e due, è di circa 4 ore, sono USA E GETTA! Ne deriva che il numero di questi dispositivi messi a disposizione per ogni Comune è veramente ridicolo, soprattutto se distribuiti in modo generico a tutta la popolazione”.

Il deputato, sottolinea anche come non ci si debba arrendere a dire “meglio di niente”.

“Vanno pretesi i giusti dispositivi ed i giusti quantitativi altrimenti si rischia di moltiplicare le occasioni di contagio non di limitarle. Dall’inizio di questa pandemia appena ci siamo scoperti completamente sguarniti dei dispositivi di protezione individuale ho pensato che l’unica via potesse essere quella della auto produzione. Quella intrapresa da molte ditte locali, con al centro la produzione di mascherine RIUTILIZZABILI.”, dichiara.

Tale obiettivo, conclude il parlamentare Mauro Rotelli, è raggiungibile grazie alla presenza di istituzioni come l’Università degli Studi della Tuscia, che ha già molto aiutato attivando una task force per tutte le aziende locali che necessitano di supporto tecnico scientifico per modificare la loro produzione.

“Frutto di questo lavoro – spiega Rotelli – è la terza mascherina, quella a destra, certificata, riutilizzabile e prodotta da una ditta locale, l’unica soluzione su cui vale la pena investire”.

“Oggi è il 7 aprile – conclude il politico di Fratelli d’Italia – il primo decesso per Covid19 in Italia risale al 21 febbraio. Siamo messi così!”.

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