La ricetta anti-crisi del vicesindaco Grasso: “Nuova convenzione con ENEL e pressione sulla Regione!”

Le linee guida del Comune vanno da una nuova convenzione con la spa elettrica e strumenti urbanistici per rendere appetibile la zona retroportuale, fino al riconoscimento dell'area di crisi complessa

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Il vicesindaco di Civitavecchia Massimiliano Grasso

“Una nuova convenzione con l’Enel per ridarà dignità all’occupazione civitavecchiese, un’azione forte sulla Rergione per convocare il tavolo permanente sulla crisi locale e nuova strumenti urbanistici per rendere appetibile la zona retroportuale per investitori ed armatori”.

Sono queste le linee di azione del Comune per cercare di arginare la crisi dei traffici portuali e quella dell’indotto della centrale Enel in vista del phase out del carbone. Ad illustrarle è il vice sindaco, nonché assessore alla Portualità Massimiliano Grasso.

“Quella che stiamo vivendo – afferma Grasso – è una crisi strutturale e non contingente e sconta la mancanza di programmazione a monte, soprattutto sulle merci. Una mancanza di programmazione che viene da lontano e che negli ultimi anni è esplosa con la vertenza tra Trc e Cfft, con il mancato arrivo dei prodotti dalle acciaierie di Terni, fino alla mancata realizzazione della darsena grandi masse dopo il ritiro del gruppo Gavio. Se a questo si aggiunge la sorpresa Enel che ha anticipato di fatto lo stop al carbone dimezzando l’arrivo delle carboniere, con danni al fatturato di Cpc e Minosse ma anche per la stessa Autorità portuale che a fine anno incasserà di tasse circa 3 milioni di euro in meno, si capisce come siamo di fronte ad una crisi drammatica”.

Come uscire da questa crisi e cosa può fare il Comune?

“Innanzitutto dobbiamo essere un pungolo – prosegue il vice sindaco con delega alla Portualità – per la Regione per convocare il tavolo sul lavoro, ma anche e soprattutto per avviare l’iter per il riconoscimento di Civitavecchia come area di crisi complessa. In questo senso la Regione può farsi portavoce con i vari ministeri delle istanze del territorio. Il Comune inoltre dal canto suo può e anzi deve rinegoziare un accordo con Enel che ad oggi ha di fatto risparmiato i 300 milioni previsti dalla precedente convenzione e che oggi potrebbe ridare al territorio in vista di una riconversione a gas di Torre Valdaliga Nord sotto forma di nuove opere come il bacino di carenaggio e la darsena grandi masse. Per quanto riguarda la mancanza di traffici e di armatori pronti a investire – aggiunge Grasso – andrebbero risolte le tante vertenze aperte nello scalo per dare un senso di fiducia ai clienti. Per quanto di competenza del Pincio, a settembre insieme all’assessore all’Urbanistica Sandro De Paolis, siamo intenzionati a far partire una nuova pianificazione degli strumenti urbanistici in grado di rendere appetibile la zona retroportuale, così da farci trovare pronti se arriveranno investitori. Del resto gli ettari di area retroportuale sfruttabili, così come i fondali profondi e la vicinanza al mercato di Roma, sono la vera forza del nostra scalo. Una opportunità che deve essere colta”.

1 commento

  1. Davvero anacronistiche le considerazioni contenute nell’articolo.
    Regolarmente si straparla della chiusura largamente anticipata della Centrale di TVN, uno degli impianti più moderni ed avanzati al mondo, avviata solo nel 2009, e poi ci si preoccupa delle inevitabili conseguenze che questa assurda iniziativa produrrà. Peraltro, senza minimamente considerare le ripercussioni negative che tali inopportuna iniziativa produrrà per l’economia manifatturiera nazionale.

    Dimostrazione dell’inadeguata conoscenza del settore e dell’importanza che un “Mix delle Fonti” opportunamente bilanciato e diversificato ha per la produzione elettrica nazionale per qualsiasi Paese avanzato ed in particolare per l’Italia che è costretta ad importare Fonti energetiche per oltre il 90% dall’estero.

    Poi l’assurda previsione di sostituire la modernissima Centrale a Carbone (che. in qualsivoglia Paese avanzato, ha normalmente una durata di vita media minima di 35-40 anni!), per sostituirla con una Centrale a Gas e la cosa è davvero anacronistica!
    Pare ci si sia già dimenticati di cosa è avvenuto negli ultimi 10-15 anni, con un numero esuberante di impianti a Gas realizzati in Italia ed in parte forzosamente smantellati perché non necessari al sistema. Tra questi il vicino impianto di Montalto di Castro!

    Insomma, davvero una mancanza totale di una razionale Strategia Energetica Nazionale, calibrata sulle caratteristiche, necessità e condizioni specifiche del ns. Paese!

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