Pubblichiamo la nota del Comune di Vallerano in riferimento al nostro articolo di ieri

La risposta del Comune di Vallerano a La Mia Città News

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vallerano
Uno scorcio di Vallerano

In merito all’articolo, pubblicato in data odierna sul sito La mia città news, l’Amministrazione comunale interviene con alcune, doverose, precisazioni.

Punto primo. I fatti e le circostanze riportate non sono affatto “indiscrezioni trapelate dalle stanze del Comune”, ma il contenuto della risposta che l’Amministrazione comunale, in totale trasparenza, ha fatto pervenire nella giornata di ieri al capogruppo di minoranza.

Oggi l’articolo ne riporta i dati salienti. A tal riguardo, l’Amministrazione comunale si riserva di sollevare la questione e di chiederne i necessari approfondimenti alle autorità competenti.

Punto secondo. Gli stessi fatti, come si è affrettato a precisare lo stesso consigliere di minoranza in un’intervista rilasciata a stretto giro alla stessa testata giornalistica, sono avvenuti in un arco temporale ben lontano dal periodo di lockdown che ha interessato il nostro Paese.

Punto terzo. Tutte le procedure di trasferimento nei due comuni, dove attualmente i nuclei familiari sono domiciliati, sono avvenute nel rispetto delle indicazioni ricevute dall’azienda sanitaria locale, a seguito di un puntuale quesito formulato da Arci, al fine di mettere in campo le azioni necessarie di prevenzione anti COVID.

Punto quarto. I due nuclei familiari sono presenti nella Regione Lazio ben prima dell’inizio dell’emergenza COVID (nello specifico, una famiglia dal 2018, l’altra da maggio 2019) e, come tutti i cittadini residenti, o domiciliati, sul territorio italiano, hanno rispettato durante il periodo di lockdown tutte le prescrizioni che il Governo e la Regione Lazio hanno disciplinato al fine del contenimento della diffusione del virus. Il paragone con i migranti giunti in Italia ed ospitati in centri presenti in alcuni comuni della Tuscia è del tutto inappropriato, in quanto è evidente che i protocolli sanitari adottati siano stati differenti e in quanto estremamente differenti sono le vicende, per il luogo di provenienza (nel caso specifico la stessa Regione Lazio) e per il periodo nel quale si sono svolte.

Punto quinto. L’esecuzione del tampone, così come avviene per tutti i cittadini italiani, viene prescritta o dal medico di medicina generale, ma in presenza di sintomi, o se si è un contatto stretto di una persona con positività al COVID. Nessuno di questi due presupposti sussisteva al momento dell’arrivo dei nuclei familiari nei due comuni dove attualmente sono domiciliati, anche perché gli stessi avevano trascorso il periodo di lockdown in contesti protetti, monitorati e sottoposti a rigidi protocolli sanitari. L’autocertificazione è stata un’ulteriore forma di garanzia della presenza di queste condizioni.

Punto sesto. È fuorviante, nonché è una palese manifestazione dell’ignoranza della materia, sostenere che il Comune “non sia riuscito a trovare i soldi per effettuare i tamponi ai nuovi arrivati”, quando è notorio che l’esecuzione dei tamponi, dall’inizio della pandemia, è sostenuta economicamente, in forma gratuita, dal Sistema sanitario regionale. E che gli stessi, i tamponi, vengono effettuati in presenza delle condizioni sopra esposte, su indicazione dei soggetti preposti per legge. Tra questi non figura il Comune.

Punto settimo e ultimo. L’Amministrazione comunale respinge al mittente la rappresentazione fantasiosa di una gestione superficiale e differenziata della vicenda, rispetto alle norme comportamentali che gli italiani sono stati chiamati a rispettare in questi mesi di emergenza COVID. Semmai quello che emerge dall’articolo è un utilizzo strumentale di due nuclei familiari, catapultati all’attenzione dei media evidentemente per una finalità che, di certo, non attiene alla salvaguardia della salute pubblica. Visto che stiamo parlando di fatti avvenuti tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Ora siamo a metà settembre. Vallerano continua ad essere un comune COVID free e questo conferma la bontà e il rigore delle azioni messe in campo. È francamente opinabile, invece, che per queste persone si chieda, e si ritiene che fosse necessario, un trattamento differente da tutti quei cittadini che, come loro, prima, durante e dopo il periodo di lockdown, sono stati presenti, e lo sono tuttora, sul territorio italiano. Non se ne comprende il motivo. O forse sì, ma certamente non per questioni che riguardano principalmente l’ambito della prevenzione del COVID.

Infine, l’Amministrazione comunale molto volentieri accoglie la richiesta, formulata dal consigliere di minoranza, di interpellare il Prefetto di Viterbo. In quell’occasione sarà anche possibile chiarire quali sia l’utilizzo, consentito per legge, delle interrogazioni in possesso dei consiglieri comunali, soprattutto quando contengono dati sensibili e informazioni che, se diffuse, violano il diritto alla privacy dei cittadini. Che siano migranti o no.

 

Adelio Gregori

Sindaco del Comune di Vallerano

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