La Sabina Universitas trasferita in parte a Palombara?

La trattativa è molto probabilmente tra le motivazioni che hanno spinto i soci lo scorso lunedì a rimandare di due settimane, dopo un primo posticipo, l’approvazione del bilancio consuntivo del 2018.

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Il Comune di Rieti sarebbe intenzionato a cedere una parte delle quote societarie della Sabina Universitas al Comune di Palombara Sabina.

E’ quanto emerge dalla delibera del consiglio comunale di Palombara che in data 12 aprile 2019 ha dato “ampio mandato esplorativo al Sindaco, avv.to Palombi Alessandro, per accertare che vi siano le reali condizioni per un trasferimento di parte delle azioni societarie detenute dal Comune di Rieti nell’ambito della società consortile per azioni denominata “ Polo Universitario di Rieti – Sabina Universitas” – Università di  Rieti, incaricandolo altresì a porre in essere tutti gli atti necessari allo scopo”.

La trattativa è molto probabilmente tra le motivazioni che hanno spinto i soci lo scorso lunedì a rimandare di due settimane, dopo un primo posticipo, l’approvazione del bilancio consuntivo del 2018.

Qualora andasse in porto, la cessionSabina UniversitaSa di una parte delle azioni oltre a sgravare in parte il Comune di Rieti da un impegno finanziario che ne fa, assieme alla Fondazione Varrone, il principale contribuente, non sarebbe però probabilmente senza contropartite.

Sempre nella delibera del consiglio di Palombara si legge infatti “che l’eventuale acquisto delle azioni da parte del Comune di Palombara Sabina è finalizzato anche all’eventuale trasferimento di alcune sedi dell’ateneo universitario nell’ambito del nostro territorio, con un notevole ritorno in termini di arricchimento culturale, offerta didattica, immagine, indotto commerciale, ed attività per tutto il territorio palombarese e dell’intera area Sabina”.

L’amministrazione comunale di Palombara avrebbe già trovato la sede adatta ipotizzando che “si potrebbero utilizzare all’uopo i locali del castello comunale Savelli comportando così l’ottimale utilizzo di un edificio di tale pregio e di notevole valore storico e culturale che allo stato attuale sono sotto utilizzati”.

In questo modo l’ipotesi di una liquidazione del consorzio si allontanerebbe così però come la collocazione che si attesterebbe a circa un’ora di automobile tra il capoluogo reatino e la cittadina immersa nella sabina romana.

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