Il presunto assassino, Claudio Cesaris, ancora piantonato nel Reparto protetto di Belcolle

La salma di Dario Angeletti restituita ai familiari

184
angeletti
Dario Angeletti

VITERBO – E’ stata restituita alla famiglia la salma di Dario Angeletti, il 50enne ucciso martedì 7 dicembre nel parcheggio delle Saline di Tarquinia, ad una manciata di metri dal Centro ittiogenico sperimentale dove lavorava. La sua unica colpa aver stretto una semplice amicizia con una collega, una ricercatrice lombarda trasferitasi nel Viterbese dopo aver vinto un concorso all’Università degli Studi della Tuscia.

Il presunto assassino, raggiunto nella sua abitazione in affitto a San Martino al Cimino e colto da malore durante la perquisizione dei carabinieri, si trova ancora ricoverato presso il Reparto di medicina protetta dell’ospedale Belcolle. E’ in stato di arresto da sabato quando, dopo l’interrogatorio di garanzia, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto. L’accusa è omicidio volontario, mentre il movente passionale. Cesaris, infatti, era ormai così ossessionato da quella donna molto più giovane di lui (ha 39 anni) da arrivare ad uccidere un uomo innocente. Ma che per lui, tecnico universitario all’Università di Pavia in pensione, forse rappresentava un ostacolo.

Durante l’interrogatorio di garanzia, Cesaris avrebbe ammesso di essere stato lui a premere il grilletto e uccidere Angeletti, ma ha respinto gli addebiti circa la premeditazione.

Si apprende, intanto, che la pistola non sarebbe ancora stata ritrovata: il 68enne avrebbe spiegato di essersene sbarazzato subito dopo il delitto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui