Viterbo tracolla tra i comuni capoluogo e la Sanità è maglia nera, ma in Asl è sempre domenica

La sanità viterbese 101esima su 107 posizioni, ma alla Asl non importa: altro alloro per la sociologa del Prisma-Gate

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Mentre Viterbo sprofonda all’84° posto nella speciale classifica annuale di ItaliaOggi sulla “qualità della vita”, il peggior indicatore che contribuisce massicciamente ad affossarla è proprio quello relativo alla salute: 101esima posizione su 107. Un dato catastrofico che, non a Viterbo ma in altre città, indurrebbe tutti ad una seria riflessione.

E pensare che il Direttore Generale della Asl risiede a Terni, quella che risulta essere la seconda eccellenza italiana assoluta per l’aspetto “salute”: stai a vedere che i limitrofi umbri ci hanno visto lungo, mentre il Mago Zinga, scortato dal geometra D’Amato, ha investito assai male nelle sue alchimie strategico-tattiche, consegnando alla Città dei Papi un personaggio rivelatosi perdente.

Questa nuova bordata piomba sul capo degli aspiranti “primi della classe”, anche il Mago dei Cimini ci sarà rimasto male: se la mobilità passiva alla Asl Viterbo, intra ed extra regionale, non mostrerà un’inversione di tendenza (nel 2018 si attestava intorno ai 130 milioni di € e Milady Sanitá in 4 anni l’ha peggiorata di 18 milioni), forse il claudicante binomio regionale magico-sociologico dovrà rivedere qualcosina. Eppure alla Cittadella sembra di essere nel Paese di Bengodi. Ricordate il Minopoli-Gate? L’ormai tristemente celebre Transazione Prisma per i Lavori al Laboratorio Analisi di Belcolle? Una bazzecola da 880mila euro in un caravanserraglio di contenziosi civili, affondi, stoccate, pareri tecnici e poco tecnici, conti salati, avvocati in ghingheri, proposte, cene e saldi. Tutto culminato con la delibera 1283 del 19/07/2018, ad estensione minopolesca, sulla quale da due anni e più sembrerebbero addensarsi nubi al secondo piano di piazza Falcone e Borsellino, fino a ventilare “qualcosa che non va”. Intanto i lavori al Laboratorio non sono cominciati.

Una sociologa tutta d’oro, dai vertiginosi budget annuali (vedasi i 26.693,00 € del 2018, determina 1450 del 14/08/2019 ed i 13.764,00 € del 2019, det. 1043 del 24/07/2020) che rientra nel giro che conta – quello degli euro – a settembre 2020: delibera 1786 del 03/09/2020 per la convenzione con strutture private non accreditate per attività libero-professionale sia ambulatoriale che in regime di ricovero. Uno dei fulcri per i big aziendali che desiderano rimpinguare il salvadanaio operando lontano da Belcolle, si parla della miliardaria Clinica Pio XI a Roma, ma pure qui tuoni, fulmini e saette che risparmiamo agli attoniti lettori. Ricordiamo tuttavia ai lettori di questo piccolo “giornaletto” che su questa ulteriore chicca della sociologa-Direttore di UOC è in corso un contraddittorio epistolare in tema di liceità con i vertici aziendali, non sottacendosi le “peccaminose carenze strutturali” della stessa delibera 1786, atte ad integrare addirittura possibili ipotetici estremi di reato.

Vabbé, ora non stiamo a sottilizzare, ed allora gran finale, rispettando le distanze ad uso COVID-19: delibera 2465 del 18/11/2020 e la arrembante sociologa arriva quasi a scalare la vetta, venendo nominata sostituto del Direttore Amministrativo Aziendale, soffiando in volata il posto ad altra sociologa, la dottoressa Boninsegna, precedentemente in pista. Ma sì, ma chi se ne frega, tanto siamo 101esimi.

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